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Consiglio comunale,
a Casalmaggiore ancora
pioggia di mozioni

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Nella foto una seduta del consiglio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – L’unico punto all’ordine del giorno, al di fuori di mozioni e interpellanze, riguarda la salvaguardia dell’equilibrio di bilancio. Un punto importante, soprattutto per la scadenza fissata proprio al 31 luglio, che ha infatti apposto al consiglio comunale a Casalmaggiore venerdì sera la dicitura “straordinario”. Non si tratta di una presentazione del bilancio, va detto, ma della presa d’atto del permanere degli equilibri, un passaggio sulla carta formale che però promette, come già accaduto nelle scorse sedute, di aizzare comunque il dibattito e magari le polemiche.

Tuttavia, come si è verificato puntualmente quasi ad ogni consiglio, saranno proprio i documenti e le domande delle minoranze a prolungare il consesso cittadino anche in questa sera di fine luglio, prima della probabile lunga pausa agostana. Si comincia con l’interpellanza “avanzata” dallo scorso consiglio ma non ritirata da parte di Casalmaggiore la Nostra Casa sulle condizioni critiche del cimitero cittadino e si prosegue con l’interpellanza, in questo caso del Listone, sui problemi legati alla viabilità di via Canzio e Roncadello, a causa di traffico e alta velocità lungo questa strada di frazione.

In un ideale ping pong la parola passerà ancora a Casalmaggiore la Nostra Casa per la prima mozione, quella legata all’ospedale Oglio Po, a proposito del quale, in vista della riforma della Sanità lombarda, si chiedono rassicurazioni. La seconda mozione, promossa dal Listone, riguarda invece il centro rifiuti di Casalasca Servizi: si chiede in particolare di uniformare l’orario pomeridiano di apertura dalle 17 alle 18.30 per tutta la stagione, per venire incontro agli orari dei lavoratori. Le polemiche, in una seduta che inizierà alle 21, non mancheranno però fino alla fine, quando l’ultima mozione, presentata dal consigliere Pierluigi Pasotto, porrà l’accento sull’inefficacia della Consulta sulla Sicurezza voluta dal sindaco Filippo Bongiovanni, chiedendone l’abolizione, trattandosi secondo Pasotto solo di uno strumento di facile propaganda. Dal Listone infine anche la richiesta di un emendamento al regolamento del consiglio, per alzare da 5 a 10 giorni il preavviso della convocazione del consiglio.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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