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Torchio si difende:
in queste situazioni
sindaci esautorati

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Nella foto, Torchio negli uffici comunali con agenti e Carabinieri

BOZZOLO – E pensare che il sindaco Giuseppe Torchio aveva pronto nel baule della macchina un cesto di fichi maturi, colti nel suo orto, assieme ad una rete di palloni colorati: il primo cittadino intendeva fare una visita la vigilia di Ferragosto ai 14 profughi nigeriani arrivati giovedì nella villa di via Giuseppina affittata alla Cooperativa Pobic Onlus. Un gesto spontaneo di accoglienza e benvenuto che invece è stato bloccato da una diffida perentoria del presidente dell’associazione Giancarlo Novellini il quale impediva il sopralluogo ritenendolo inusuale, infondato e illegittimo. Basandosi su un certificato dell’Asl di Mantova che una settimana prima aveva compiuto una visita ritenendo quindi l’ambiente con i suoi 119 metri quadri idoneo ad ospitare dieci profughi. A quel punto gli uffici comunali di Bozzolo sono diventati incandescenti, ben oltre la temperatura esterna. Il sindaco assieme al personale tecnico ed amministrativo è andato a scartabellare le pratiche scoprendo ad esempio che la casa data in locazione per la cifra di 100 euro l’anno era destinata ad uffici e non residenziale. Tutti documenti inviati in tempo reale al Prefetto Carla Cincarilli la quale è rimasta a lungo a colloquio telefonico con Torchio che gli esponeva tutta la questione confessando anche la spietata campagna denigratoria che gli stavano portando le forze politiche avversarie. Accanto al primo cittadino a disposizione anche il comandante della Polizia locale Stradiotti otre al maresciallo comandante la stazione di Bozzolo Bottacchiari.

Anche quest’ultimo è stato al telefono col Prefetto a lungo e in maniera riservata. Da quanto è emerso sembra che Carla Cincarilli, una volta esaminate le pratiche inviate dal Sindaco possa decidere di richiedere un nuovo sopralluogo da parte dell’Asl con l’assistenza dei Carabinieri anche per verificare se i profughi rimasti siano dieci con i quattro in sovranumero spostati a Mantova. A differenza del consiliere comunale Lodovico Fornasari tra i primi ad attaccare Torchio, dimenticando un’emergenza simile nel 2001 (con la precedente amministrazione) quando i profughi scapparono da una residenza fatiscente c’è un altro consiliere di minoranza Pierluigi Mercante che ha espresso solidarietà al primo cittadino. “Evidentemente a conoscenza della normativa che in situazioni emergenziali come l’attuale il potere dei sindaci viene completamente azzerato. Una regola che pure l’assessore regionale Gianni Fava dovrebbe conoscere prima di attaccarmi in maniera così tenace ei strumentale”: si sfoga amareggiato il sindaco Torchio.

Rosario Pisani
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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