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Le imprese di
Andrea Devicenzi nel
libro “Vite da Monster”

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Nella fotogallery, alcune immagini dell’impresa di Devicenzi sull’Etna

MARTIGNANA DI PO – Si chiama Vite da Monsters e in realtà la parola inglese nasconde un acronimo. Tante lettere che compongono quelle che per un mental coach sono virtù inderogabili e imprescindibili per arrivare laddove i comuni mortali pensano sempre di non poter approdare. Andrea Devicenzi, atleta paralimpico di Martignana di Po, ha deciso di titolare così la sua biografia, i suoi primi 42 anni decisamente speciali, per il modo in cui ha saputo affrontare salite prime virtuali, dalla perdita della gamba quando ancora era minorenne, e poi reali, come la Manali-Leh in India, o la Parigi-Brest-Parigi, per restare alle due più clamorose. Con l’inizio di Progetto 22 sono partiti anche il suo primo Giro d’Italia Formativo, sempre rigorosamente in sella alla sua bicicletta, e l’idea di divenire mental coach: da lì il desiderio di condividere un’esperienza unica non soltanto per raccontare e raccontarsi ma anche e soprattutto per infondere nel prossimo fiducia e consapevolezza dei propri mezzi, perché tutto o quasi è possibile se si ha davvero il desiderio mentale di farcela. Prima la testa poi il fisico insomma. Tra i metodi utilizzati, tra tanti paragrafi e capitoli, quello cardine appare la visualizzazione, una chiave necessaria per sentire meno il peso degli ostacoli più importanti.

Vite da Monsters verrà presentato sabato alle 21.15 presso la Baslenga, all’interno del programma dei Campionati Italiani Paralimpici che colonizzeranno il centro sportivo casalese nel weekend, mentre in piazza Garibaldi, nella giornata conclusiva della Festa della Zucca in corso, Andrea illustrerà la propria biografia anche ai cittadini di Casalmaggiore alle 17 di domenica. Un libro che giocoforza non potrà contenere le ultime imprese di Devicenzi: come ad esempio la scalata dell’Etna dello scorso sabato, realizzata in collaborazione con Andrea Giannì del Team Mountain Bike di Modica (con l’intera squadra), Matteo Sandi per la parte video e Carmelo Finocchiaro, responsabile delle guide per la zona Etna Est. Dai faraglioni di Acitrezza ai 2000 metri della prima tappa al Rifugio Sapienza in bicicletta. Poi, sulle stampelle e in parte ancora in mountain bike (“ma per una percentuale davvero bassa”), da quota 2mila a quota 3mila metri per osservare da vicino la bellezza dei crateri dell’Etna. In totale 55 km di salita e otto ore e mezza, dalle 8 alle 16.30, impiegate per l’intera scalata, più due ore secche per la discesa. Un’avventura condivisa anche con gli amici Samuele e Raffaella Erti di San Giovanni in Croce, prima della scalata al Ghisallo e al Muro di Sormano, giusto nei giorni scorsi. Così, per non perdere l’abitudine. E per dimostrare che in Vite da Monsters c’è parecchio, davvero parecchio, da raccontare…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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