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Ghost Bike ricordando
Annamaria: “Politici,
adesso basta dormire”

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Nella foto due momenti dell’inaugurazione

CASALMAGGIORE – Lo stesso giorno, un anno fa, lo stesso clima rigido, forse un velo di nebbia in più. La stessa strada, la famigerata Asolana (e l’aggettivo in fondo lo hanno apposto lì le colpe degli uomini, perché l’asfalto in sé non ha molta responsabilità), il percorso che Annamaria Benasi faceva spesso, quasi quotidianamente per fare la spesa al Famila.

Un anno dopo la novità è rappresentata da una Ghost Bike, una bici fantasma, o meglio una bici bianca, che ricorda Annamaria con un mazzo di pungitopo, ad hoc per il periodo natalizio, depositato nel cestino dal nipote della signora Carlo Pellegri, testimonial della nuova campagna di Slow Town. Un simbolo, solo un oggetto, che racconta però una storia, dunque ha un significato. Umberto Eco ha scritto volumi su volumi su questo “gioco” semiotico. A Casalmaggiore si accontenterebbero di molto meno: un piano di viabilità più sicuro, che tolga le auto dal centro, anziché metterne di più, e che tuteli gli utenti deboli.

Non sono mancate forti critiche giovedì alle ore 11 sulla ciclabile di fronte all’Asolana, da parte dello stesso Pellegri e dei referenti di Slow Town Giancarlo Simoni, Daniele Fortunati e Nazzareno Condina, presenti all’installazione della bicicletta bianca. “Più o meno allo stesso orario lo scorso anno – ha spiegato Pellegri – correvo qui disperato per avere la conferma di quanto già mi era stato anticipato al telefono, ovvero la morte di mia nonna. Oggi non sto meglio, ma sono contento di essere qui con alcuni amici a ricordare Annamaria. Un grazie credo sia doveroso, anche se spesso ce ne scordiamo. E il grazie non è solo per questo simbolo, ma per quello che il Comitato Slow Town fa sempre, spesso venendo accusato di essere “talebano”, ma con la forza delle idee e senza accontentarsi di spingere l’onda della polemica, lavorando invece giorno dopo giorno. Se la politica non fa, è giusto urlare, perché se devo svegliare qualcuno che dorme non lo faccio chiamandolo sottovoce”.

Pellegri ha anche chiarito che Annamaria non stava uscendo dal Famila, come inizialmente era stato scritto in una prima ricostruzione, ma si trovava vicina a quattro paletti che delimitano la ciclabile dallo stradone, rendendo così il senso dell’insicurezza. “In ogni caso, la domanda da porsi è: esiste un problema di viabilità? E la risposta è sì o no, non ci sono vie di mezzo” ha ripetuto il 33enne. Il traffico dell’Asolana e due situazioni vissute in diretta con due signore in bicicletta dirette al Famila in grave difficoltà con l’attraversamento, hanno di fatto confermato che il rischio tuttora esiste e persiste, eccome.

Daniele Fortunati e Giancarlo Simoni hanno ricordato come “la Pianura Padana sia il punto più inquinato del mondo, siamo dietro soltanto alla Cina, eppure nel prossimo Put l’assessore Leoni intende mettere ancora più auto in centro. Abbiamo chiesto al consigliere Ruberti di essere convocati all’interno della Commissione per il Put e non ci è stato risposto nulla. Non è una colpa solo di questa amministrazione, sia chiaro: sono anni, decenni, che Casalmaggiore ha una viabilità scadente”. “Leoni peraltro è lo stesso che ha realizzato quella brutta e pericolosissima rotonda in centro a Gussola” ha rincarato poi Fortunati. Pellegri ha anche ricordato, riallacciandosi al discorso ospedale, che “è inutile parlare di Sanità e di rassicurazioni sull’Oglio Po, quando non ci si accorge che i costi della sanità sono legati anche e spesso ad incidenti stradali. Se investiamo sulla sicurezza stradale, di sicuro risparmiamo sulla Sanità. Senza contare che ogni incidente ha un costo sulla collettività, con o senza il collegamento alle assicurazioni”.

Nel mentre, vicino alla Ghost Bike piazzata mercoledì pomeriggio in via Guerrazzi, dove nel 2008 si verificò un altro brutto investimento di una ciclista, per fortuna in quel caso non mortale, è comparso un cartello scritto a biro e ora tutto inumidito. “E’ la ciclabile più sicura di Casalmaggiore. Se uno non ha fatto lo stop, che colpa ne ha la pista? Guarda dove vai” è stato scritto da qualche anonimo, che riprende da vicino la dinamica dell’incidente in questione, quando un autista uscendo da via Vittorio Veneto ha investito proprio la ciclista che viaggiava sulla ciclabile di via Guerrazzi.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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