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Mozioni in consiglio:
“bocciato” il nucleare,
unanimità sulla Sereni

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Nella foto Toscani e Bongiovanni durante il consiglio

CASALMAGGIORE – Nel cuore del consiglio comunale di Casalmaggiore lunedì sera sono state discusse le due mozioni presentate dal Listone. Maurizio Toscani, unico consigliere presente per la civica, ha dapprima illustrato il documento sul nucleare, che intendeva impegnare il comune di Casalmaggiore a raccogliere informazioni sulla situazione nella base militare di Ghedi, non troppo distante dal Casalasco, e a promuovere una cultura di pace, garantendo la giusta informazione sull’atomica e la sua storia in particolare verso le giovani leve.

Il sindaco Filippo Bongiovanni ha spiegato che, per quanto nobile nell’intento, la mozione affrontava un tema che andava oltre i compiti di un consiglio comunale. “Anche perché la base militare di Ghedi è gestita non dal comune bresciano ma dal Ministero della Difesa e vige il segreto militare. Sarebbe opportuno coinvolgere Ministeri e Governo, ma a livello locale non me la sento di approfondire queste tematiche. Propongo al consigliere Toscani di ritirare la mozione e magari trattarla in un altro contesto, perché in consiglio è poco attinente”.

Toscani ha invitato il consesso a volare più alto. “Non siamo un mero organo amministrativo, ma siamo il primo soggetto politico in una città e dunque tutto ciò che riguarda la nostra popolazione, anche a livello territoriale, deve interessarci. Lo scopo della mozione non è certo fare scomparire le bombe atomiche dalla base di Ghedi e so benissimo che il livello di segretezza è altissimo, ma l’intenzione è chiedere all’amministrazione di farsi promotrice di ideali di pace e di sviluppare informazioni sul disarmo e sul trattato di non proliferazione. Per avere la certezza che nessuna bomba esploda mai, l’unica strada è che non ve ne siano: il Sudafrica ad esempio ha smantellato il proprio arsenale, dunque abbiamo esempi concreti da seguire. Non parliamo di fantascienza”.

I consiglieri Giuseppe Scaglioni e Orlando Ferroni hanno seguito di fatto la linea del sindaco. “Dobbiamo concentrarci su altri temi, perché queste grandi problematiche rischiano di essere improduttive in un consiglio” ha detto Scaglioni. Ferroni invece ha parlato di “principi condivisibili, ma i veri problemi del territorio sono altri, come le polveri sottili, Equitalia e altri ancora”. Toscani ha ribattuto a Ferroni con una domande retorica. “Continuo a chiedermi perché non parlarne, dato che non togliamo spazio al locale. E dato che il consigliere Ferroni parla di altri problemi, perché non ha mai presentato mozioni a riguardo?”. Il consiglio ha respinto con voti contrari e un solo a favore (di Toscani), con la precisazione del consigliere di maggioranza Giuseppe Cozzini: “Ora però non si dica che siamo a favore del nucleare. Siamo semplicemente contrari alla mozione, perché questa non è la sede idonea a tale discussione”.

E’ stata invece approvata all’unanimità, sempre tenendo conto dell’assenza dei due consiglieri di Casalmaggiore La Nostra Casa usciti per protesta a inizio seduta, la mozione presentata sempre dal Listone sulla chiusura della fornace del Gruppo Sereni con licenziamento dei vari operai. Bongiovanni ha fatto il punto della situazione. “Il sentore che la situazione fosse pesante vi era dal 2007 – ha illustrato il sindaco – con la crisi che ha colpito il settore edile. L’impianto è rimasto fermo a più riprese e la cassa integrazione straordinaria è scaduta nel maggio 2015. La decisione della chiusura è stata presa in un paio di settimane, dunque in poco tempo, dal 10 al 25 novembre. Io stesso ho contattato Sanguanini per Fillea Cgil e l’Ad della Gruppo Sereni Capelli. Mi è stato spiegato che ciò che per legge spetta ai lavoratori è stato assicurato, senza dimenticare che al 50% la Gruppo Sereni è controllata dalla ditta Danesi di Soncino che è in difficoltà pur essendo azienda storica del settore”.

Per quanto riguarda i lavoratori, ha spiegato Bongiovanni, “si parla di 30 unità, di cui 14 del Casalasco e 12 di Casalmaggiore, mentre 4 arrivano da fuori provincia. Abbiamo parlato col Centro per l’Impiego e otto di loro resteranno in azienda fino al prossimo anno per le giacenze di magazzino. Degli altri 22, da notizie ufficiose, uno andrà a Soncino e due raggiungeranno la pensione durante il periodo di mobilità. L’indennità, come è stato spiegato da Dario Rech della Provincia di Cremona, ammonta al 70-75% dello stipendio durante la mobilità. Posso garantire che i lavoratori non sono abbandonati e una di queste persone è già seguita anche dai Servizi Sociali. Alcuni lavoratori hanno competenze particolari e hanno buone chance per essere assorbiti dal mercato del lavoro, altri faranno più fatica, ma ognuno ha ben presente la sua situazione. Ringrazio Toscani per la mozione perché ci consente di parlare di un’azienda storica del nostro comune. Purtroppo il materiale che si produce alla Sereni non è esportabile in altri Paesi come in passato”.

Per quanto concerne il controllo dell’area di Vicobellignano in via di dismissione proprio a seguito della chiusura, il consigliere Pierfrancesco Ruberti ha tranquillizzato Toscani spiegando che “lo stesso consigliere del Listone fa parte della Commissione Urbanistica dunque ha accesso agli atti e può essere il primo a vigilare. Il cambio di destinazione d’uso per un’area così vasta passerebbe da un iter burocratico molto rognoso e sarebbe discusso almeno 3-4 volte in consiglio”. Dopo che Toscani ha precisato il senso dell’ultimo passaggio della mozione (“sarebbe brutto vedere un’area industriale dismessa alle porte di Casalmaggiore per i prossimi trent’anni, l’intento è solo quello di tenere alta l’attenzione”), la stessa è passata, come detto, con voto unanime del consiglio.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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