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Gussola, giorno Memoria
con le scuole e le foto
dei luoghi dell'orrore

Francesco Pinzi è l'autore della mostra organizzata da Arcibassa, con Giuseppe Marconi e Antonietta Sarzi in prima linea, in collaborazione con il comune di Gussola, Anpi e l’Istituto Dedalo 2000 e con il sostegno di Cisvol.
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Nella foto il Giorno della Memoria in piazza e davanti alla mostra

GUSSOLA – “Conta più vedere uno di questi campi che cento libri di storia”. La chiosa perfetta della Giornata della Memoria celebrata da Gussola in anticipo di 24 ore rispetto al 27 gennaio, data ufficialmente riconosciuta come quella dell’abbattimento del cancello di Auschwitz, simbolo della Shoah, è tutta nella frase di Primo Levi, pronunciata dal fotografo Francesco Pinzi, autore della mostra organizzata da Arcibassa, con Giuseppe Marconi e Antonietta Sarzi in prima linea, in collaborazione con il comune di Gussola, Anpi e l’Istituto Dedalo 2000 e con il sostegno di Cisvol presente col presidente Giorgio Reali.

Una mostra, aperta proprio martedì e in programma fino al 10 febbraio presso la Sala Polivalente poco distante da piazza Comaschi, che propone scatti dai 100 campi di concentramento visitati da Pinzi e dalla moglie Ilde Bottoli, curatrice dell’esposizione e principale organizzatrice su Cremona dei Viaggi della Memoria, da oltre vent’anni, con l’Itis Torriani capofila di 17 diversi istituti provinciali.

Il sindaco Stefano Belli Franzini, con la fascia tricolore, ha ricordato il valore del ricordo “perché i testimoni muoiono ma è importante tramandare e non dimenticare, così come non è possibile favorire la paura del diverso”. Un modo per evidenziare l’importanza della presenza in piazza dei più giovani. Non a caso il primo cittadino ha ripreso lo slogan coniato dalle scuole gussolesi “distinti ma non distanti”, vero simbolo della giornata. Proprio le scuole hanno animato l’inizio della manifestazione dalle ore 9.30: la quinta elementare ha intonato il brano simbolo della Shoah “Gam Gam”, ispirato al Salmo 23, mentre i ragazzi delle medie hanno letto passaggi in prosa o poesia di Anna Frank, Tiziano Terzani, Giuseppe Ungaretti, Eli Wiesel, Sammy Michael e Tahar Ben Jelloun.

“Buona visione e buon ricordo” ha augurato il sindaco a tutti i presenti, prima che Pinzi ricordasse i campi di sterminio, i campi di lavoro, i campi di eliminazione per lavoro, annotando differenze e riportando la propria esperienza diretta. Il fotografo cremonese ha anche ricordato casi, come il Castello Pallavicino nella vicina Salsomaggiore, come Montechiarugolo, nel parmense, o comune Laterina, vicino ad Arezzo, luoghi dai quali partivano ebrei destinati alla Polonia e alla Germania nel 1944 ma dove oggi non vi è nemmeno una targa a ricordo. Un viaggio nel sistema concentrazionario fatto di fotografie, di volti, oggetti, luoghi, espressioni, che ognuno da qui al 10 febbraio potrà visitare a Gussola per provare a vivere il proprio Giorno della Memoria.

Giovanni Gardani

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