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'S-Legami dal Gioco'
si amplia: dal casalasco
all'ambito nazionale

In collaborazione col circolo Fotografico Fotocine Casalasco di Casalmaggiore, un concorso sul tema della dipendenza dal gioco d’azzardo.
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CASALMAGGIORE – Un progetto di welfare comunitario, di benessere della persona con se stessa e in relazione col mondo, che si amplia e dal territorio casalasco abbraccia ora l’ambio nazionale con un concorso fotografico concentrato sulla lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo. Così cresce S-Legami dal Gioco, iniziativa legata al più ampio progetto ‘FareLegami’ che ha l’ambizione di “ridisegnare il sistema dei servizi, mettendo al centro le persone, le loro risorse, le loro responsabilità e le loro relazioni”: così si legge sul sito realizzato per rendere il progetto di portata globale. Community maker, laboratori di comunità, patti gener-attivi e civic center: “tutte azioni dedicate alla costruzione di una comunità più forte, consapevole e coesa”, spiegano gli enti in causa che vanno dal comune di Cremona a quello di Crema, trovando nel Consorzio Casalasco per i servizi sociali (Concass), Cisvol e in Fondazione Comunitaria alcuni degli organi utili per sviluppare “un sistema di aiuto e supporto sociale che nasce dal basso e che pone attenzione a chi è vulnerabile, non solo a chi sta già vivendo una condizione di disagio”.

Nel casalasco dunque il progetto si sta concentrando sulla prevenzione e formazione per combattere il gioco d’azzardo patologico con l’azione ‘S-Legami dal Gioco’, finanziata da Regione Lombardia, con servizi forniti dal Consorzio Casalasco Servizi Sociali e Gussola come comune capofila. Dalla collaborazione col circolo Fotografico Fotocine Casalasco di Casalmaggiore nasce l’idea di un concorso fotografico nazionale sul tema della dipendenza dal gioco d’azzardo. Il concorso richiede una riflessione “per immagini” sul tema, avviando una serie di azioni con ricaduta territoriale: una mostra fotografica con lo scopo di “sensibilizzare la comunità sul problema emergente del gioco d’azzardo patologico; la donazione delle quote di iscrizione al progetto Fare Legami. “Accorrete quindi fotografi professionisti o amatoriali – si legge dal sito -, fotografi provetti delle corti di Instagram, o esperti di selfie da Facebook. Partecipare a questo concorso è un gesto carico di impegno e di spirito di comunità. Un gesto forte che spinge a interrogarsi e ad agire, che riconosce la fotografia come splendido strumento di documentazione e riflessione sulla realtà che ci circonda”.

Simone Arrighi

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