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Morto in pista
a Torre de' Picenardi:
cinque indagati

Cinque indagati per la morte di Enrico Bertazzoni, l’imprenditore 47enne, reggiano di Rio Saliceto, rimasto vittima il 24 gennaio scorso di una caduta al circuito di motocross di San Lorenzo de’ Picenardi, frazione di Torre.
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I soccorsi al circuito

TORRE DE’ PICENARDI/RIO SALICETO (RE) – Cinque indagati per la morte di Enrico Bertazzoni, l’imprenditore 47enne, reggiano di Rio Saliceto, rimasto vittima il 24 gennaio scorso di una caduta al circuito di motocross di San Lorenzo de’ Picenardi, frazione di Torre. L’accusa, lanciata dal presidente dell’associazione sportiva che gestisce la pista, Pierluigi Androino, è relativa ai soccorsi, che sarebbero arrivati con estremo ritardo per cercare di salvare la vita del centauro. Ed anche i due gestori risultano tra gli indagati per omicidio colposo: gli altri tre sono i soccorritori. Androino ha dichiarato ai Carabinieri che la morte del motociclista non è avvenuta subito ed i soccorsi sono arrivati al circuito circa 35 minuti dopo la chiamata. Bertazzoni, dopo la caduta, respirava ancora tanto che una ragazza ha tentato la rianimazione. All’arrivo dei soccorritori del 118 di Asola, l’uomo era agonizzante. Per circa 55’ sono state tentate ulteriori manovre di rianimazione, con iniezioni di adrenalina e morfina, oltreché con l’utilizzo di defibrillatore. Nulla da fare: Bertazzoni si è spento sulla stessa pista che fino ad un’ora prima lo vedeva impegnato in un giro di prova, in preparazione di una gara in programma il 28 febbraio. Il 47enne è morto sotto gli occhi del figlio Kevin, anch’egli al circuito, della moglie e della figlia, arrivate mentre i sanitari tentavano le ultime disperate manovre di soccorso.

Simone Arrighi

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