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I cinghiali nelle nostre strade:
"La colpa? E' dell'uomo"
spiega il prof. Groppali

L’ultimo episodio, come noto, si è verificato lo scorso weekend poco prima del Fenilone, in territorio di Martignana di Po, ma sempre nel Casalasco si ricorderà l’episodio dell’autunno scorso tra Gussola e Torricella del Pizzo.
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Nella foto l'ultimo sinistro provocato da cinghiali

MARTIGNANA DI PO – Non possono certo ancora definirsi episodi frequenti, perché la rarità di questo tipo di incidenti è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia il fenomeno è in aumento e allora abbiamo provato a fare il punto con chi se ne intende. Parliamo dei sinistri stradali provocati, spesso anche su arterie molto trafficate come l’Asolana, dall’attraversamento di cinghiali, scesi ormai con costanza in Pianura Padana dal loro habitat naturale dell’Appennino.

Il professore cremonese Riccardo Groppali, etologo e docente all’Università di Pavia, è il massimo esperto in materia in Italia. L’ultimo episodio, come noto, si è verificato lo scorso weekend poco prima del Fenilone, in territorio di Martignana di Po, ma sempre nel Casalasco si ricorderà l’analogo incidente dell’autunno scorso tra Gussola e Torricella del Pizzo. “Il fenomeno è sicuramente in aumento – spiega Groppali – e del resto questi animali ci sono e ce li teniamo. Peraltro sono molto fecondi e si riproducono molto rapidamente, dunque specie di notte diventano pericolosi quando attraversano la strada: le auto sono molto veloci, loro un po’ meno. E’ un fenomeno simile a quello delle nutrie, con la differenza che un cinghiale è molto più grande e dunque provoca un danno e soprattutto un rischio maggiore”.

E’ possibile fare qualcosa per la sicurezza stradale? “Assolutamente no: l’unica soluzione sarebbe recintare la nostra rete viaria come avviene nelle autostrade, in modo che le arterie non siano valicabili dagli animali. Ma capite bene che si tratta di un’idea utopistica e non percorribile. A questo punto diventano necessarie campagne selettive di abbattimento: è brutto da dire, la colpa non è degli animali, ma la sicurezza della persona viene prima di tutto”.

La colpa, nel caso specifico, è dell’uomo? “Decisamente sì: va detto che molto prima che noi arrivassimo in Pianura, i cinghiali c’erano già, poi li abbiamo spinti verso zone montuose o collinari per loro più ospitali, modificando l’ambiente. I cinghiali che però oggi attraversano le nostre strade sono una razza cocktail, creata dall’uomo per facilitare la caccia laddove il cinghiale è una preda più ambita. Si tratta di un mix di cinghiali europei e maiali, dunque di un ibrido, che ha creato una razza più grande che però fa più piccoli, dunque si riproduce più spesso. Chi li ha distribuiti in natura con imprudenza, ha creato questa anomalia, destinata purtroppo a crescere”.

Giovanni Gardani

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