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"Una passeggiata nella storia
d'Italia": la bellezza in mostra
al Museo del Bijou

Per rendere l’idea dell’importanza di questa esposizione, basterebbe osservare il catalogo della stessa, che è bilingue, scritto cioè in italiano e in serbo: la mostra, infatti, è arrivata al Museo del Bijou da Belgrado, dove era stata allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura.
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Nella foto l'inaugurazione della mostra

CASALMAGGIORE – “Una passeggiata nella storia d’Italia attraverso i bijoux e gli ornamenti”: con questa definizione azzeccata la curatrice Bianca Cappello ha invitato la cinquantina di persone presenti sabato alle ore 17 all’inaugurazione della mostra “Indossare la bellezza”, che a Casalmaggiore sarà aperta fino al 29 maggio, a visitare Sala Zaffanella.

Per rendere l’idea dell’importanza di questa esposizione, basterebbe osservare il catalogo della stessa, che è bilingue, scritto cioè in italiano e in serbo: la mostra, infatti, è arrivata al Museo del Bijou da Belgrado, dove era stata allestita dalla stessa storica del gioiello Bianca Cappello presso l’Istituto Italiano di Cultura. Tra gli ospiti, peraltro, sempre per evidenziare il prestigio dell’evento, non mancava Giovanni De Liguoro, realizzatore delle corone indossate dalle vincitrici di Miss Italia nel 1988 e nel 1990, il quale scherzosamente ha spiegato che “i gioielli sono belli, ma ho sempre preferito le ragazze che li portavano”.

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha aperto ufficialmente con il suo saluto la stagione “parlando di un grandissimo avvio” e salutando proprio De Liguoro, mentre Letizia Frigerio, curatrice del museo, ha ringraziato Bianca Cappello “per avere pensato a noi prima di allestire la mostra a Belgrado. Ha chiesto che alcuni pezzi della nostra collezione potessero fare parte di questa esposizione, perché ha riconosciuto l’importanza di Casalmaggiore e delle nostre fabbriche di una volta nella storia della bigiotteria e dunque della moda italiana”.

Pamela Carena, assessore alla Cultura di Casalmaggiore, ha ricordato la collaborazione con Bianca Cappello (attiva ormai dal 2012), spiegando che la mostra è composta da cento pezzi, per la maggior parte inediti, che per la prima volta arrivano in Italia. “La Sala Zaffanella accoglie capolavori che vanno dalla fine del 1800 ad oggi – ha spiegato Carena – con eccellenze italiane come la paglia di Firenze e il vetro di Murano, oltre ovviamente ai bijoux di Casalmaggiore. Si crea così una vera fotografica storica d’Italia, perché la bigiotteria era di tutti, del popolo, a differenza di gioielli più costosi”.

Le firme presenti non sono state citate “per evitare di dimenticare qualche colosso, perché qui abbiamo davvero il meglio”, ma ovviamente la curiosità maggiore era soprattutto per le due corone di Miss Italia e pure per alcuni pezzi unici di scena creati appositamente per le “prime” del teatro La Scala di Milano negli anni ’30. Un ringraziamento particolare è andato anche all’Associazione Amici del Museo del Bijou oltre che alla collaboratrice Elisabetta Ghidini. Bianca Cappello, infine, ha spiegato che “Casalmaggiore è stata da sempre una colonna portante di questa produzione, che ha resistito anche a due guerre mondiali. Casalmaggiore era un competitor sullo stesso livello degli altri grandi centri della bigiotteria globale, in Germania e negli Stati Uniti, a Rhode Island”.

Dettagli e scoperte che la stessa Cappello ha inserito in un volume, edito da Schira, che da metà aprile sarà in vendita in libreria con il racconto della storia della bigiotteria italiana. Prima dell’inaugurazione e del rinfresco, infine, uno spunto patriottico. “I francesi si vantano di essere i migliori nel campo della moda, in realtà hanno copiato da noi e da molti nostri stilisti, anche nel bijou” ha spiegato Cappello.

Giovanni Gardani

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