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Eradicazione
delle nutrie,
è ancora polemica

I sindaci di Viadana e Bozzolo hanno recentemente autorizzato la sepoltura degli esemplari uccisi nei campi.
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BOZZOLO/VIADANA – Non finisce di sollevare polemiche la dibattuta questione delle nutrie. I sindaci di Viadana e Bozzolo hanno recentemente autorizzato la sepoltura degli esemplari uccisi nei campi. Sia Giovanni Cavatorta che Giuseppe Torchio, immaginando fosse il male minore, hanno stabilito di consentire lo scavo di buche dentro cui sotterrare le carcasse degli animali abbattuti. Ma qualcuno si è subito ribellato a tale scelta mandando una segnalazione agli organi competenti. Facendo così proseguire la diatriba tra animalisti e agricoltori che ancora non trovano dunque una linea di comportamento omogenea. C’era stato un controverso percorso sulla questione dell’eradicazione di questi animali e la decisione di concedere l’autorizzazione a sopprimerli anche con l’utilizzo del fucile, con le dovute clausole, pareva rappresentare la sospirata soluzione per molti agricoltori. Così invece non è perché dal settore degli ambientalisti è giunto nei giorni scorsi un forte monito sulla strada intrapresa.

Probabilmente la messa a riposo di questi nemici degli argini e delle colture solleva timori di inquinamento ambientale. In effetti a nessuno piacerebbe pensare che per irrigare o lavarsi si arrivi a utilizzare acqua che è passata sulle carcasse di nutrie messe sotto terra dopo la loro uccisione. Ovviamente per fare questo è utile stabilire l’esatta collocazione e la distanza di queste fosse la cui superfice ovviamente verrebbe cosparsa di calce viva onde distruggere ogni rischio di infezione. L’alternativa, quella di ammucchiare le carcasse dentro grossi freezer per poi trasferirle negli inceneritori convenzionati non è che susciti entusiasmi e soddisfazioni. Anche perché comporterebbe costi economici che nessuno è intenzionato a sostenere. In attesa che il mondo gastronomico possa escogitare una moderna ricetta dove la nutria venga di colpo rivalutata. Considerando che in certi Paesi viene consumata alla pari del coniglio e della lepre. A tale soluzione sono orientati del resto persone esperte quali alcuni guardiacaccia che operano nel nostro territorio. Sostenuti da studenti universitari che analizzando il fegato dal punto di vista sanitario non ne hanno ancora scoperto elementi pericolosi per la salute umana.

Rosario Pisani

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