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"Nobili cause", Caleffi
a Galli: "Progetto approvato
all'unanimità. C'era anche lui"

Caleffi rivendica anche il fatto di avere presentato la lettera spedita ai vari papabili sponsor e aziende dei comuni di Foedus proprio in sede di assemblea, qualche settimana fa: “Dunque tutti sapevano e sapevano che A.S. Communication avrebbe lavorato al progetto".
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SPINEDA – Davide Caleffi non ci sta. Il sindaco di Spineda, in questo caso nelle vesti di presidente dell’Unione Foedus, non accetta che l’ente che associa quattro amministrazioni e che negli ultimi anni ha spesso ottenuto fondi su vari bandi ai quali ha partecipato, venga attaccato con ogni minima scusante. “Anche perché il sindaco di Rivarolo Mantovano Massimiliano Galli, che attacca il “Progetto nobili cause” era presente sia nella giunta di due mesi fa – spiega Caleffi – sia nella successiva riunione dell’assemblea, dove di questa tematica si è ampiamente parlato. Non solo: il progetto è stato votato e approvato all’unanimità. Non capisco perché ora che il cerchio si chiude salti fuori questa polemica”.

Caleffi rivendica anche il fatto di avere presentato la lettera spedita ai vari papabili sponsor e aziende dei comuni di Foedus proprio in sede di assemblea, qualche settimana fa: “Dunque tutti sapevano e sapevano che A.S. Communication avrebbe lavorato al progetto. Si tratta peraltro della stessa società che ha collaborato tempo fa con la Santa Federici di Casalmaggiore e pure con la Germani di Cingia dè Botti, sempre per lo stesso motivo. Ci è stato inoltre garantito che l’auto a nostra disposizione arriverà tra due mesi”.

Secondo Caleffi, Galli ha preso un granchio, tanto che lo stesso presidente di Foedus prova a mettere ordine. “Il Progetto nobili cause non riguarda il trasporto anziani, ma la possibilità di avere a disposizione un’automobile, una Fiat Panda, che servirà per i Servizi Sociali: ebbene, questo settore compete a Foedus, non alle singole amministrazioni, da statuto, dunque nessuno ha sorpassato sindaci e comuni, ma abbiamo operato nel pieno della legalità e delle nostre facoltà. E nessuno vuole togliere spazio ad Anteas”.

Giovanni Gardani

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