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'Nobili cause', gli uffici
rispondono: "Speriamo si tratti
solo di un gran brutto equivoco"

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RIVAROLO MANTOVANO – Nonostante il nome dal sapore signorile, il “Progetto Nobili cause” porta zizzania all’interno dell’Unione dei Comuni Foedus. Si tratta di un’iniziativa, come è ormai noto che mette a disposizione del territorio una vettura per consentire all’assistente sociale di svolgere attività a favore delle persone anziane e dei disagiati in genere. Una Fiat panda da utilizzare in maniera del tutto gratuita con tutti i costi, persino il cambio delle gomme, a carico dell’associazione A.S. Communication di Casalmaggiore. Un’azienda che per coprire le spese ha ovviamente bisogno di trovare sponsor i cui loghi, griffe e marchi finirebbero per colorare la carrozzeria della vettura. Fin qui nulla da obiettare anche perché questa convenzione era stata approvata il 16 febbraio scorso dalla Giunta dell’Unione Foedus formata da Davide Caleffi, presidente, Marco Vezzoni, vicepresidente e dagli assessori Pierromeo Vaccari e Massimiliano Galli alla presenza della segretaria Maria Livia Boni. Cosa sia successo nel frattempo resta da capire dato che a distanza di due mesi esatti tale decisione scatena il putiferio. E’ proprio Massimiliano Galli sindaco di Rivarolo Mantovano che alza gli scudi per criticare non la finalità del progetto bensì il metodo sostenendo sia inaccettabile che nella casetta postale di suoi concittadini stiano arrivando lettere per pubblicizzare l’iniziativa con la richiesta di contributi a sostegno dell’iniziativa. Mentre Marco Vezzoni sindaco di Rivarolo del Re, prima di esprimersi, attende l’esito della riunione di Foedus (fissata per stasera alle 18 a porte chiuse) dove si discuterà di questi e altri problemi, l’altro sindaco di Foedus, Pierromeo Vaccari così si esprime: “Mi auguro si tratti solo di un malinteso. Lungi da noi creare concorrenza nel paese di Galli dove già opera un’associazione per il trasporto di persone disagiate”. Un concetto ribadito dal presidente Caleffi ricordando che la macchina gratuita sarà affidata ad un’assistente sociale per il disbrigo di pratiche burocratiche a favore delle persone in difficoltà. Ma Massimiliano Galli rincara la dose arrivando ad accusare la segreteria di Foedus di farsi da tramite tra le ditte e l’associazione “impiegando parte del proprio tempo retribuito dalla società facendo da ufficio marketing ad una ditta privata. Cosa questa – conclude Galli – non disciplinata dalla delibera in parola”. Non si fa attendere la risposta piccata da parte della segretaria in persona Maria Livia Boni la quale così ribatte: “Mi rammarico profondamente per la facilità con cui tutto alla fine ‘ricada’ sugli uffici. Non interessano a me e alla preziosa squadra che con me ogni giorno collabora, risvolti, finalità, disegni ‘superiori’ quali essi siano. Per chiarezza di chi legge mi preme sottolineare che è stata delibera in Giunta Foedus, tutti presenti, l’approvazione del progetto “Nobili cause”, Che in diverse occasioni di Giunta o riunioni d’assemblea si è riferito in merito all’andamento del progetto. Che sono state trasferite all’unione, per legge prima e per deliberazioni poi, le funzioni fondamentali, tra cui la promozione e getsione dei servizi sociali e che pertanto l’Unione ne ha assunto a pieno diritto la titolarietà. Che nessun dipendente si è mai permesso, ne è stato incentivato a farlo, di sottrarre tempo alle proprie funzioni e doveri d’ufficio per trasformarsi in sub agente commerciale. Chiudo – termina la segretaria – con la speranza che simili gravi affermazioni siano frutto di un gran brutto equivoco e con il vivo desiderio di continuare a lavorare con la serietà che ci appartiene”.

Rosario Pisani

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