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Al Diotti la storia della
grafica pubblicitaria: una mostra
che... colpisce nel segno

Dagli anni ’20 ad oggi, cercando di colpire nel segno, perché questo è il titolo della mostra. Questo infatti è pure lo scopo principale di chi fa pubblicità ed in effetti, tra nostalgia e genio, passando nelle stanze divise tra materiali contemporanei e storici, certi disegni fanno ancora effetto.
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CASALMAGGIORE – Alzi la mano chi non si ricorda la mitica pubblicità del “pennello grande”, un cult degli anni ’80 e ’90: quelli che però forse non tutti sanno è che la Pennelli Cinghiali ha sempre avuto sede a Cicognara, frazione di Viadana, in pieno comprensorio Oglio Po. Eccolo lì allora, il pennello gigante, non l’originale, ma una riproduzione che fa un certo effetto. Cinghiale non è l’unico grande marchio che, o per la sua collocazione geografica o per il lancio pubblicitario, a livello grafico e di messaggio, è passato dal genio esteso del comprensorio Oglio Po.

E allora l’idea, perfezionata dal curatore Valter Rosa, dalla selezione di Armando Chitolina e Antonella Pizzamiglio e dall’organizzazione di Roberta Ronda, col sostegno dell’assessore alla Cultura del comune di Casalmaggiore Pamela Carena, è stata quella di riunire in un’unica esposizione, che è stata inaugurata sabato alle 18, un secolo di grafica pubblicitaria nella Bassa. Dagli anni ’20 ad oggi, cercando di colpire nel segno, perché questo è il titolo della mostra. Questo infatti è pure lo scopo principale di chi fa pubblicità ed in effetti, tra nostalgia e genio, passando nelle stanze divise tra materiali contemporanei e storici, certi disegni fanno ancora effetto oggi a decenni di distanza dalla loro creazione e lancio sul mercato.

Non mancano marchi storici, come Campari, in questo caso non legato al Casalasco ma con cimeli forniti da collezionisti locali; e vi sono anche sezioni riservate ad autori come gli stessi Chitolina e Pizzamiglio, oltre al viadanese Pedratti e a Giorgio Tentolini, dove le opere d’arte esulano in qualche caso dalla mera pubblicità, entrando anche nel mondo del cinema o dello studio della grafica, ad esempio. E che dire dello splendido vestito griffato Cavalli realizzato con la collaborazione di Emiliana Parati, colosso di Vicomoscano?

Da non scordare marchi storici del territorio come Padania, Pomì, il budino San Martino o le bambole Furga di Canneto sull’Oglio, la pasta Nosari, i pennelli Faro con le sue campagne mondiali (diverse fotografie dei cataloghi sono state realizzate tra Africa e America del Sud), Marcegaglia con pezzi preziosi come quelli del 50esimo della fondazione, alcuni anche in lingua orientale. Nella sezione dedicata a Sadepan Saviola spiccano i disegni di Crepax, celebre fumettista, che pubblicizzò il primo impianto antincendio, oltre a calendari storici degli anni ’50 e al manifesto di Julia Hill, l’ambientalista che visse sugli alberi per salvarli dall’abbattimento.

E a proposito di grandi firme, sono casalaschi Tino e Aldo Mario Aroldi, oltre a Goliardo Padova, che istituì alla scuola Bottoli di Casalmaggiore un corso di grafica pubblicitaria, mentre arrivano da Viadana Vando Tapparini e Gino Pelizzola e da Boretto Marcello Nizzoli: artisti che hanno fatto la storia del Novecento e si sono spesi pure per la pubblicità. Le loro creazioni, dai bozzetti preparatori ai poster definitivi, impreziosiscono una mostra che, aperta fino al 19 giugno prossimo al Museo Diotti, sarebbe davvero un peccato perdere.

Giovanni Gardani

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