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Foedus, Vezzoni: "A Rivarolo Mantovano
dimenticano il significato
di gestione associata"

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Marco Vezzoni

RIVAROLO DEL RE – Dopo l’invito del vice sindaco di Rivarolo Mantovano ai primi cittadini di Rivarolo del Re, Casteldidone e Spineda di “fare i sindaci a casa propria”, arriva la prima replica. A formularla, Marco Vezzoni, primo cittadino di Rivarolo del Re: “Fornisco semplicemente un riferimento legislativo che a quanto pare la giunta di Rivarolo Mantovano non ha ancora assimilato pur essendo in vigore da alcuni anni: i Comuni sotto i 5.000 abitanti hanno l’obbligo, volente o nolente, della gestione associata obbligatoria delle ‘funzioni fondamentali’. Poi possiamo disquisire per giornate intere che più volte il legislatore le ha modificate, prorogate, rimescolate, che sono state fatte con i piedi, che non sempre portano efficienza, ecc. ma il dato di fatto e giuridico è che le funzioni fondamentali non sono più in carico ai singoli Comuni ma sono, per legge, in gestione associata”.

“Nel caso poi dei Comuni aderenti all’unione Foedus – precisa Vezzoni – le funzioni fondamentali sono state trasferite in Unione e pertanto è in quell’ambito che vengono prese le decisioni anche quando, come lunedì sera, il sindaco di Rivarolo Mantovano non si presenta alla giunta dell’Unione. Il riferimento legislativo più importante è il decreto legge 78/2010 in cui si trova l’elenco delle funzioni fondamentali dei Comuni in gestione associata obbligatoria (GAO) tra cui compaiono l’organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo, il catasto, la pianificazione urbanistica ed urbanistica, il servizio di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, il sistema locale dei servizi sociali, l’edilizia scolastica, l’organizzazione e gestione dei servizi scolastici, la polizia municipale, ecc”.

“Sulla base di queste norme  – conclude Vezzoni – che, ripeto sono state fatte male e riprese più volte, il personale è stato trasferito in unione, le funzioni sono gestite in unione e i singoli comuni non hanno più nei loro bilanci i capitoli delle voci di spesa ma sempre di più dei semplici ‘trasferimenti’ all’unione, ente delegato alla gestione associata delle funzioni e sono le unioni, come avvenuto per esempio nell’ultimo bando di regione Lombardia in tema di sicurezza, i destinatari di risorse e contributi”.

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