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La festa della Folgore nel
pavese per Giuseppe Degrada,
reduce casalese di El Alamein

Gli amici, i famigliari, con la moglie e il figlio in primis, e soprattutto una quarantina di commilitoni della Folgore, hanno pensato di scrivere una pagina di quel romanzo, quella dei festeggiamenti del traguardo raggiunto: 95 anni compiuti e celebrati all’agriturismo Il Fienile.
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CANEVINO (PAVIA) – E’ con ogni probabilità l’ultimo reduce di El Alamein, ha 95 anni, ma vista la forma non si direbbe. Sulla vita di Giuseppe Degrada si potrebbe anche scrivere un romanzo intero, esistenza straordinaria forgiata dal dramma della guerra, quella vera, quella vissuta in prima persona, nella linea di fuoco che proprio in Egitto visse uno dei suoi apici il 23 ottobre 1942, quando l’orizzonte si incendiò, primo segnale dell’inferno.

Intanto gli amici, i famigliari, con la moglie e il figlio in primis, e soprattutto una quarantina di commilitoni della Folgore, hanno pensato di scrivere una pagina di quel romanzo, quella dei festeggiamenti del traguardo raggiunto: 95 anni compiuti e celebrati all’agriturismo Il Fienile, di Costa dè Paggi, a Canevino, provincia di Pavia, dove Degrada è tornato nel 2013 dopo trent’anni spesi a Casalmaggiore, godendosi gli anni della pensione e facendo volontariato in particolare per la Santa Federici.

Quaranta ex parà con le famiglie, arrivati da Cremona, Voghera, Monza, Salerno e Modena, guidati dal Colonnello del reggimento Allievi di Modena Uberto Incisa di Camerana, a rendere onore al reduce, che dopo la guerra fece l’incisore a Milano da Fumagalli e poi da Bassoli, aiutato inizialmente nientemeno che da Gianni Brera, conosciuto durante la leva, quando lo scrittore giornalista pavese preferì stare alla scrivania anziché sul campo di battaglia. Una storia nella storia che conosce bene anche Fabio Cristofolini, presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia di Cremona, e che non poteva essere dimenticata. Così come i Caduti di El Alamein, ricordati a inizio giornata con un minuto di silenzio.

Degrada, memoria ancora di ferro nonostante l’età, ha avuto più volte modo di ricordare quel colpo di fulmine per l’esercito e per la Folgore: aveva soltanto 19 anni, ma la vocazione era già dentro di lui, militare sul fronte francese nel 1941 e colpito a Cuneo da un libretto di propaganda per l’attività di paracadutista. Da lì partì tutto, il corso di addestramento a Tarquinia con lanci di 52 metri e nel luglio 1942 l’annuncio di una missione su Malta. Nulla di vero: il destino porta Degrada in Cirenaica, a Tobruc, poi, pochi mesi dopo, sulla linea del fuoco di El Alamein. Il resto è storia, guerra, prigionia, salvezza, il ritorno a Spessa Po, tra Stradella e Belgioioso, poi a Casalmaggiore. Per una esistenza normale, spesa sempre per il prossimo. Nonostante tutto. Leone della Folgore, reduce di El Alamein, uomo vero con 95 primavere dietro di sé nella vita.

Giovanni Gardani

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