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Truffa dei finti addetti
dell'acqua: cassaforte aperta,
via i valori di una vita

La scusa è sempre la stessa: “Signora, c’è un guasto, una perdita d’acqua: dobbiamo entrare per sistemarlo”. L’anziana donna dirà poi ai carabinieri di avere letto qualcosa del genere sul giornale, eppure i due uomini sono convincenti e la signora, sbagliando, si fida.
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CASALMAGGIORE – La truffa dell’acqua, ancora una volta. E ancora una volta a segno purtroppo. Con un colpo economicamente rilevante, anche se non ancora quantificato, che la sfortunata vittima non dimenticherà facilmente. E’ accaduto a Casalmaggiore, in zona Baslenga, dove al momento del raggiro in casa vi era solo una signora anziana, con il resto della famiglia fuori per lavoro: è mercoledì pomeriggio e due uomini distinti si presentano alla porta.

La scusa è sempre la stessa: “Signora, c’è un guasto, una perdita d’acqua: dobbiamo entrare per sistemarlo”. L’anziana donna dirà poi ai carabinieri di avere letto qualcosa del genere sul giornale, eppure i due uomini sono convincenti e la signora, sbagliando, si fida. Quello che accade subito dopo è il classico trucco di chi è ormai esperto in materia. Tutti i rubinetti della casa vengono aperti, mentre uno dei due truffatori rimane vicino alla donna, per rassicurarla.

Intanto il complice sale al piano di sopra e va a colpo sicuro – particolare che fa pensare che gli stessi conoscessero l’abitazione o avessero studiato in qualche modo il piano – sulla cassaforte. Viene spostato il quadro che la copre e lo strumento di sicurezza viene forzato con un flessibile. Facendo rumore, ovvio, specie quando la stessa cassaforte salta e si apre, consentendo al ladro di portare con sé una vita di ricordi e oggetti di valore. Il rumore però non arriva al piano di sotto, perché l’acqua corrente – i rubinetti nel mentre sono rimasti aperti, come ricorderete – copre tutto il resto.

L’unico colpo si ode quando la cassaforte viene aperta. “Ha visto signora, abbiamo trovato il guasto” dice, per dissimulare, il complice rimasto al piano terra. Che poi saluta, attende l’altro compare e fugge a bordo di una Bmw. Il solito schema che funziona grazie alla fiducia mal riposta. I carabinieri arrivano, prendono nota e proveranno a indagare, ma l’impressione è che vi sia poco da fare. Se non sperare che la disavventura serva in futuro a respingere i malintenzionati che si fingono operai e in realtà hanno tutt’altro scopo nella vita.

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