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Profughi, Novellini (Pobic)
precisa: "Questuanti non sono
nostri ospiti. Basterebbe poco"

"Se i preposti all’Ordine pubblico dovessero sanzionare i richiedenti protezione internazionale nell’atto in cui svolgono l’accattonaggio molesto o insistente utilizzando o il Regolamento comunale ad hoc oppure il reato di violenza privata, questo fenomeno sparirebbe e la convivenza migliorerebbe notevolmente".
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BOZZOLO – Sulla polemica riguardante i profughi ospitati a Bozzolo, interviene anche l’avvocato Paolo Novellini della Cooperativa Sociale Pobic, che proprio a Bozzolo si è fatta carico di ospitare gli uomini destinati al comune mantovano dalla Prefettura. L’intervento mira a fare chiarezza. “Da qualche giorno viviamo feroci critiche da parte di alcune istituzioni locali e da parte di gruppi politici in ordine a presunte attività di “accattonaggio molesto/insistente” posto in essere da richiedenti protezione internazionale indicati come accolti nelle strutture di Bozzolo e, secondo questi, non adeguatamente gestiti. Il fatto è vero ma i richiedenti interessati non sono quelli ospitati nelle strutture di Bozzolo ma quelli accolti da altri gestori”.

“Anche l’incidente stradale occorso ad un dipendente della nostra struttura, peraltro vittima di una mancata precedenza da parte di un automobilista – spiega Novellini – è stato classificato come incidente ad un richiedente protezione internazionale della struttura di Bozzolo quando invece trattasi di un cittadino ghanese, con regolare permesso di soggiorno, residente a Suzzara che ha in comune con i richiedenti protezione soltanto il colore della pelle. Notizia riportata anche da autorevoli rappresentanti di partito locali ma anch’essa totalmente artata”

“Credo utile ricordare, principalmente a me stesso – prosegue Novellini – che le cooperative/associazioni svolgono una accoglienza che il Governo italiano crede giusta e si è impegnato a svolgere direttamente, quando può, ed indirettamente coinvolgendo il privato sociale, il quale opera attraverso affidamenti/gare svolte dalle Prefetture provinciali. Se gli autorevoli rappresentanti politici credono utile opinare questo sistema mi sembra sbagliato, o meglio “troppo facile”, prendersela con le cooperative o associazioni che sono solo uno strumento e nessun potere hanno di decidere in merito”.

Tornando sulla questione principale, Novellini propone una soluzione: “Relativamente al presunto “accattonaggio molesto o insistente” posto in essere da alcuni richiedenti protezione internazionale non credendo utile limitarmi a ribadire che quelli accolti a Bozzolo non lo fanno, mi sembra invece interessante chiedersi il motivo per il quale questo fenomeno non viene stroncato da chi potrebbe farlo nell’arco di qualche giorno. Mi spiego meglio. Parto da questo esempio: i famosi Hooligans inglesi in Gran Bretagna sono diventati degli angioletti grazie ad una legislazione domestica severa ma appena si spostano in altri Stati ritornano ad essere violenti e pericolosi. Vedasi il fenomeno in Francia in questi giorni. Bene, senza voler insegnare il proprio lavoro a nessuno, se i preposti all’Ordine pubblico dovessero sanzionare i richiedenti protezione internazionale nell’atto in cui svolgono l’accattonaggio molesto o insistente utilizzando o il Regolamento comunale ad hoc oppure il reato di violenza privata (ex art. 610 codice penale che punisce certamente il trattenere o bloccare per strada le persone che hanno risposto no alle richieste o bussano con insistenza ai finestrini delle auto et simili) questo fenomeno, che tanto pare infastidire i cittadini, sparirebbe e la convivenza migliorerebbe notevolmente”.

La novità dell’ultima ora arriva subito dopo. “In questo senso, e per raggiungere questo obiettivo, ho richiesto proprio oggi (venerdì, ndr) un tavolo di confronto avanti al Prefetto di Mantova che coinvolga i gestori interessati, le forze dell’Ordine locali, i sindaci nella loro veste di responsabili dell’Ordine Pubblico al fine proprio di trovare tutti insieme le soluzioni necessarie per migliorare la convivenza ed anche l’accoglienza stessa”.

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