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"Grazie Linda, per avere
seminato nei tuoi tre campi":
folla per il saluto a Casali

“Ognuno di noi sente un debito di riconoscenza verso Linda - ha spiegato don Gabriele - e qualcosa dentro di noi muore con la sua dipartita. Il primo sentimento però è di gratitudine per averla avuta vicina, perché con questo dono il Signore ci ha regalato un grande arricchimento".
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Nella foto un momento dei funerali

VICOBELLIGNANO (CASALMAGGIORE) – “Oggi Ermelinda raccoglie il frutto maturato che ha seminato: il primo campo della semina è la sua famiglia, fortunata ad averla avuta vicina e che ora sente di più la sofferenza; il secondo campo è quella della parrocchia, dove si è sempre spesa con buona volontà; il terzo, più ampio, quello della comunità civile con gli incarichi ricoperti in tutti questi anni anche politicamente”. Così, con questa metafora don Gabriele Bonoldi, parroco di Vicobellignano, ha salutato Ermelinda Casali, dagli anni ’80 sempre impegnata in comune con una partecipazione attiva nei ruoli di consigliere e assessore e soprattutto da sempre molto legata alla sua comunità.

Non a caso alle esequie erano presenti il sindaco Filippo Bongiovanni, oltre agli ex primi cittadini di Casalmaggiore Antonio Gardani e Luciano Toscani (sotto i cui mandati Casali fu assessore per dieci anni ai Servizi Sociali) e l’attuale assessore al Sociale del comune di Casalmaggiore Gianfranco Salvatore, oltre a tanti esponenti del mondo politico, culturale, religioso e civile che hanno caratterizzato la storia degli ultimi trent’anni del comune casalese. Le esequie sono state concelebrate, oltre che da don Bonoldi, anche da don Franco Vecchini, storico parroco di Vicobellignano molto legato a Linda, dall’ex parroco di San Leonardo don Mario Martinengo, da don Maurizio Germiniasi e da don Angelo Bravi.

Dopo che don Martinengo ha letto il Vangelo di Matteo, don Gabriele ha iniziato la sua omelia, per confortare in primis il marito Claudio, i figli Laura, Fabio e Anna, la sorella Cleziana, i nipoti, i parenti presenti e i tanti amici che hanno stipato la chiesa, tanto che molte persone sono rimaste sul sagrato esterno, provando ad ascoltare nel migliore dei modi le parole del parroco. “Ognuno di noi sente un debito di riconoscenza verso Linda – ha spiegato don Gabriele – e qualcosa dentro di noi muore con la sua dipartita. Il primo sentimento però è di gratitudine per averla avuta vicina, perché con questo dono il Signore ci ha regalato un grande arricchimento. Linda ha intrapreso negli ultimi anni la strada della Croce, cui però fa seguito la Risurrezione. E la fede è di grande aiuto in questo momento: mi piace pensare che la nostra sorella abbia ricevuto dal Signore tanti doni, che ha poi saputo redistribuire al prossimo in modo gratuito”.

Al termine della celebrazione, dopo la comunione e prima della partenza per la tumulazione nel cimitero di Vicobellignano, Enrica Campanini, amica di una vita e vicina a lei anche nell’esperienza politica in comune, ha letto un messaggio a nome degli amici di Linda: “Abbiamo condiviso con te il lungo tragitto della tua passione per la politica e per l’impegno istituzionale, e abbiamo sempre apprezzato il tuo grande cuore aperto ai deboli e ai bisognosi, sempre lavorando dietro le quinte e senza bisogno di troppo clamore. Nel tuo bilancio, cara Linda, avevi senza dubbio messo anche la pensione di tuo marito e le lauree e il lavoro dei tuoi tre figli: te ne sei andata dopo che tutto si è compiuto anche per loro e lo hai fatto in una giornata (lunedì, ndr) non a caso tutta dedicata alla politica italiana. Ora i fiori che tu ami tanto avranno tempo per te”.

Molto toccante anche il messaggio scritto dai tre nipoti di Linda. “Non chiediamo al Signore perché ce l’ha tolta, ma lo ringraziamo di cuore per avercela donata. Ha sempre saputo ascoltare, portando avanti nella politica e nell’impegno sociale l’aiuto e l’accoglienza verso i bisognosi. Sappiamo che chiederai ancora alla Massima Istituzione aiuto per tutti noi, perché il bene rimane sempre e perché tu hai incarnato il Vangelo nel vivere quotidiano. Ora potrai guidarci ancora più da vicino. Noi restiamo qui, nella speranza di trovarci radunati un giorno in Paradiso, come facevamo nei giorni di bel tempo nel tuo giardino”.

Giovanni Gardani

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