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Casa Sartori accoglie
il filos, delicata
esperienza emozionale

Un'esperienza interessante, accompagnata anche dal suono dell'organetto che ha positivamente coinvolto gli ospiti della casa di riposo e le persone - non tante, purtroppo - che han deciso di passare un'ora diversa dal solito.
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CASALMAGGIORE – Il filos. Come quelli di una volta. E poco importa che non si fosse in un’aia di qualche antico cascinale perché il contesto, il giardino della fioreria Sartori in via Vaghi, appoggiato all’antico Torrione Gonzaghesco, è comunque uno degli angoli più suggestivi della città. All’interno di Casalmaggiore Contemporanea e della retrospettiva dedicata a Giuseppe Raineri si è tenuta questo pomeriggio, a partire dalle 16.30, un’esperienza ‘materica’ legata alla socializzazione. “Abbiamo utilizzato – spiega Massimiliano Valenti, uno dei curatori della mostra dedicata a Giuseppone –  la lana e la tela, materiali caldi. Inizialmente c’era un po’ di silenzio, poi le persone coinvolte hanno cominciato a parlare tra loro mentre lavoravano. E’ il recupero della socialità un momento importante”. Una tela grande da ricamare, ed altre più piccole. L’esperienza ha visto coinvolti un gruppo di anziani ospiti della Casa di Riposo Busi di Casalmaggiore. Dopo un certo imbarazzo iniziale, le mani hanno cominciato a disegnare trame. Al gruppo di anziani si è aggiunto un gruppo di donne e il gruppo ha proseguito nel lavoro. A condurre l’esperienza emozionale l’artista fiorentina Beatrice Bartolozzi. Un’esperienza interessante, accompagnata anche dal suono dell’organetto che ha positivamente coinvolto gli ospiti della casa di riposo e le persone – non tante, purtroppo – che han deciso di passare un’ora diversa dal solito. Con semplicità, senza telefoni e rumori, lasciando andare le mani e la favella, alleggerendo il cuore.

Nazzareno Condina

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