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Rivarolo Mantovano,
opposizione insoddisfatta
per Referendum e Foedus

Galli ha perso la tipica flemma sbottando che non avrebbe più tollerato le reiterate accuse diffuse sia attraverso la stampa che verbalmente. Anche il pubblico, rumoreggiante è stato invitato al rispetto delle istituzioni

RIVAROLO MANTOVANO – Nonostante i volantini, i manifesti  di protesta e addirittura una lettera al Presidente Mattarella  la minoranza di Rivarolo Mantovano non è riuscita  ad ottenere un Referendum di tipo abrogativo. Uno strumento di carattere popolare per poter annullare  la scelta della maggioranza sull’uscita dall’Unione Foedus già adottata. Il sindaco Massimo Galli durante il consiglio Comunale di venerdì sera ha fatto leggere ad un suo consigliere un lungo documento che istituiva un nuovo regolamento al cui interno era indicata la possibilità di indire una consultazione popolare (attraverso la creazione di una apposita commissione e dopo un lunghissimo iter burocratico) ma non nei modi e nelle condizioni auspicate  dalle minoranze. Venerdì sera Milani, Molteni e Favagrossa hanno cercato di arrivare ad un accordo estremo proponendo al sindaco di inserire il termine”abrogativo” nel testo in fase di approvazione. Ma all’ennesimo”no” di Massimo Galli è scoppiata la bufera fino ad accusare il primo cittadino di sistema dittatoriale. Al che Galli ha perso la tipica flemma sbottando che non avrebbe più tollerato quelle reiterate accuse diffuse sia attraverso la stampa che verbalmente. Anche il pubblico, rumoreggiante è stato invitato al rispetto delle istituzioni. In pratica il sindaco ha dimostrato di mantenere fede alla parola data allestendo una possibilità referendaria non però come l’opposizione  gli aveva chiesto, con la possibilità cioè di fare retromarcia sulla questione Foedus. Chiesto un parere al segretario comunale, avvocato Coppola, sul mancato inserimento di interpellanze, questi ha risposto che il sindaco, in qualità di presidente del Consiglio comunale, aveva tutte le facoltà nella scelta dei punti da inserire nell’ordine del giorno. Prima di chiudere la seduta Massimo Galli ha ribadito la convinzione di aver saggiamente optato per l’uscita da Foedus ritenendone i costi troppo eccessivi e i risparmi irrisori. In quanto al parere dell’opinione pubblica su tale scelta, ha affermato che ci si sarebbe rivisti nel 2019 per un giudizio reale, attraverso le nuove elezioni amministrative.

Rosario Pisani

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