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Simone Raineri, fair play
alla carriera: dal Panathlon
un premio al gigante del fiume

Oltre ai risultati di Simone, vincitore di un oro olimpico a Sidney 2000 e di un argento a Pechino 2008 sempre sul quattro di coppia, e di svariati titoli mondiali, europei e italiani con la Nazionale, le Fiamme Gialle e l'Eridanea, è stato esaltato il suo spirito molto sportivo e volto all’aiuto degli altri.
Nella foto Simone Raineri con Azzoni e Bodini e poi con i genitori, visibilmente emozionati

CASALMAGGIORE – La sala consiliare di Casalmaggiore, quella in cui era stato spesso convocato, in altri momenti della sua carriera, per festeggiare i suoi trionfi; i genitori col papà-allenatore Pietro e la mamma Giancarla; gli amici di sempre, quelli della Canottieri Eridanea, ma anche degli Amici del Po e non solo. E’ stato un sabato mattina particolarmente intenso e ricco di emozioni quello vissuto da Simone Raineri, che dopo il ritiro dall’attività agonistica avvenuto nel giugno scorso, è stato insignito del Premio Fair Play alla Carriera dal Panathlon Casalmaggiore Viadana Oglio Po Parma.

In sala consiliare erano presenti il sindaco Filippo Bongiovanni, gli assessori Marco Poli, Pamela Carena, Sara Valentini e il consigliere Orlando Ferroni, quest’ultimo legato a Simone per il suo amore verso il mondo del canottaggio. Con loro anche alcuni consiglieri, tra i quali Giuseppe Scaglioni, che ha la delega allo Sport, oltre a tanti cittadini. Il premio è stato consegnato dalla presidente del Panathlon casalasco-viadanese Barbara Bodini, che ha organizzato l’evento, e dal presidente del Panathlon di Cremona Giovanni Radi. Entrambi hanno espresso apprezzamento per la carriera di Simone, così come il sindaco Bongiovanni, Marzio Azzoni, presidente della Canottieri Eridanea, la società che ha lanciato Raineri nel gotha grazie agli allenamenti di Umberto Viti, e Paolo Antonini, in qualità di presidente delle associazioni canottieri cremonesi.

Oltre ai risultati di Simone, vincitore di un oro olimpico a Sidney 2000 e di un argento a Pechino 2008 sempre sul quattro di coppia, e di svariati titoli mondiali, europei e italiani con la Nazionale e le Fiamme Gialle (e prima ancora, con l’Eridanea), è stato esaltato il suo spirito molto sportivo e sempre volto all’aiuto degli altri: da qui il premio fair play e da qui anche l’esortazione a non abbandonare il mondo del canottaggio, che potrebbe vedere presto Simone nelle vesti di allenatore per le nuove leve. “Anche perché lasciare tutto è davvero difficile” ha avuto modo di ribadire più volte in queste settimane Raineri.

Bella e azzeccata la motivazione, scritta sulla targa consegnata a Raineri dal giornalista, socio del Panathlon, Guido Moreschi: “Atleta del remo che dal Grande Fiume è approdato al podio olimpico e che ha difeso con stile, tecnica e tenacia i colori azzurri mantenendo sempre un rapporto indissolubile con Casalmaggiore e la sua gente. Con i suoi sacrifici, il suo comportamento e i suoi successi Simone ha lasciato ricordi indelebili negli sportivi che ne hanno ammirato le imprese agonistiche ed ha trasmesso un’eredità preziosa agli atleti di domani”. Tra questi, aggiungiamo noi, anche un atleta di oggi, ossia il velocista Fausto Desalu, che ha raccolto l’eredità olimpica di Simone partecipando a Rio 2016 e che non a caso era presente alla cerimonia. E a proposito del legame di Raineri con la sua città, subito dopo la celebrazione, lo stesso canottiere con gli amici di sempre si è recato al locale “Piasa Vecia”, dietro il comune, per un pranzo in compagnia. Perché si può essere giganti anche nella semplicità di un gesto quotidiano.

Giovanni Gardani

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