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Dosolo, al Macello Martelli annunciato lo sciopero: "Vogliamo il nostro stipendio"

"Le lavoratrici e i lavoratori del macello Martelli di Dosolo sono in sciopero contro la proprietà per rivendicare il loro salario. L’azienda, in modo unilaterale, ha deciso di tagliare parte dello stipendio aziendale, frutto di anni di lotte dei dipendenti per la definizione di un salario che riconosca l’impegno e la fatica" si legge nel volantino.

Nella foto uno degli ultimi scioperi al Macello Martelli

DOSOLO – Tensione all’Industria di macellazione Martelli di Dosolo. Venerdì mattina sarà proclamato uno sciopero di tre ore indetto dalle associazioni sindacali per difendere il diritto dei lavoratori. “Vogliamo il nostro stipendio” recita il volantino allegato. Dalle 8 alle 11 quindi astensione dei lavoratori con presidio davanti ai cancelli dell’azienda.

Di seguito ecco il testo del volantino che sarà distribuito durante lo sciopero:

“Le lavoratrici e i lavoratori del macello Martelli di Dosolo sono in sciopero contro la proprietà per rivendicare il loro salario. L’azienda, in modo unilaterale, ha deciso di tagliare parte dello stipendio aziendale, frutto di anni di lotte dei dipendenti per la definizione di un salario che riconosca l’impegno e la fatica che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro.

Per chi non lo sapesse, un lavoratore della ditta Martelli macella 370 suini all’ora! Significa circa 3000 suini al giorno! Significa 1 suino ogni 10 secondi! Come é facile capire, i ritmi di lavoro sono massacranti, a questo va aggiunto che lavorare in un macello, tra rumore, umido e freddo, non è esattamente “una passeggiata”. Negli anni, le lotte dei lavoratori, hanno portato ad avere un contratto aziendale integrativo, che riconosce ai dipendenti di Martelli un salario che sia conseguente alla fatica svolta. L’azienda invece ha deciso di operare un taglio a questo salario che potrebbe portare, entro alla fine dell’anno, ad una perdita di quasi 5000€ per ogni lavoratore e per le loro famiglie.

Ad oggi siamo arrivati a 11 ore di sciopero ma l’azienda pare non intenzionata a ritornare sulle proprie scelte, anzi, nell’ultimo incontro tenuto ha avanzato una proposta che pur essendo quantitativamente migliore di quanto oggi applicato, di fatto mette in discussione anche il restante salario aziendale fisso, in un meccanismo che diventerebbe “raggiungibile” per i lavoratori solo se si centrano determinati obbiettivi. Si cambiano le regole per ottenere il salario, ma non cambia la fatica che si deve svolgere per macellare, tutti i giorni, i suini.

Nei prossimi giorni tenteremo ancora di avanzare una proposta all’azienda che, teniamo a precisare, non intende avere aumenti rispetto a quanto riconosciuto fino a “ieri”, ma semplicemente il riconoscimento del vecchio salario aziendale. Se l’azienda intenderà ascoltarci, crediamo si possa trovare una soluzione, diversamente siamo pronti a proseguire la nostra lotta per il riconoscImento di un salario che sia adeguato all’impegno che tutti i giorni non abbiamo mai fatto mancare nello svolgimento del nostro lavoro.

Rosario Pisani

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