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Bozzolo, l'unione con
Rivarolo? La dissidenza
chiede modifiche

"Considerando poi che questa maggioranza decadrà tra sei mesi (per effetto dell'appuntamento elettorale) non ci sembra giusto vincolare la futura Amministrazione" spiegano dalla minoranza.

BOZZOLO – Deve ancora nascere e già solleva divergenze e contarietà. Mercoledi la Giunta di Bozzolo, presente anche il sindaco di Rivarolo Galli, ha convocato i capigruppo di minoranza per sottoporre loro lo statuto della nuova unione chiamata “Terre di Gonzaga” Orfane entrambe di Foedus (il cui recesso presenta ancora parecchi lati oscuri) è comprensibile come si stiano cercando accordi e alleanze anche in vista dell’obbligo in tal senso che i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti saranno costretti ad assolvere.

Ma ci sono aspetti nello Statuto allestito all’insaputa delle forze di opposizione e soprattutto della collettività che lasciano perplessa la minoranza che ieri mattina ha indetto una conferenza stampa per spiegarne le ragioni. Giacomo Resta, Marzio Bologni, Nicola Scognamiglio e Sergio Nardi prima ancora di attaccare la bozza dell’Atto Costitutivo, fatta pervenire loro sabato 26 novembre, hanno rimarcato come l’attuale maggioranza a abbia un peso assai inferiore a quello posseduto in precedenza, a seguito dell’uscita di Nardi e Scognamiglio, la caduta di Torchio e le dimissioni di Diletta Pasetti. “Considerando poi che questa maggioranza decadrà tra sei mesi (per effetto dell’appuntamento elettorale) non ci sembra giusto vincolare la futura Amministrazione ad un accordo fatto oggi e che dovrà durare dieci anni”.

A preoccupare inoltre i consiglieri di opposizione anche la situazione politica, amministrativa ed economica di Rivarolo i cui contenziosi con Foedus per l’uscita anticipata, potrebbero arrecare conseguenze negative su Bozzolo. Per accogliere la proposta di Unione con Rivarolo i quattro dissidenti propongono alla Giunta alcune modifiche che dovranno essere apportate prima del Consiglio comunale di domattina. Per primo la modifica dei tempi di recesso dai 18 proposti, ai sei mesi, costringendo altresì il Comune che vuole uscire dall’Unione alla rinuncia a qualsiasi diritto al patromonio ottenuto col contributo statale. Sempre sul recesso chiesta l’abolizione di qualsiais penale sempre per non crerae conseguenze economiche pesanti per le future amministrazioni.

Infine una modifica viene chiesta anche per quanto riguarda le votazioni all’interno della futura “Terra dei Gonzaga” togliendo la proposta del voto ponderato sostituendolo con quello di un voto a testa per entrambi gli organismi, Giunta e Consiglio. Occorrerà vedere se durante il Consiglio Comunale di sabato mattina la maggioranza accetterà queste modifiche o se si assisterà all’enesima battaglia ideologica e politica.

Rosario Pisani

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