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Minoranze a Bozzolo:
"Mammografo da difendere
Foedus, paghiamo pure noi?"

Le minoranze, nella interrogazione rivolta al sindaco facenti funzioni Cinzia Nolli, si chiedono come mai non sia partita dal primo cittadino nessun forma di protesta o per lo meno la richiesta di spiegazioni rivolte ai vertici dell’Asl per quanto concerne la situazione del mammografo. E chiedono lumi sulla diatriba Foedus-Rivarolo.
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BOZZOLO – E’ stata presentata da due consiglieri di opposizione a Bozzolo un’interrogazione in merito alle iniziative attinenti a ciò che potrebbe accadere, e che è già accaduto, all’interno dellla locale struttura ospedaliera. Sergio Nardi e Nicola Scognamiglio, sapendo che altri sindaci del territorio (leggasi ad esempio Sabbioneta) si stanno preoccupando sulla situazione generale delle strutture sanitarie vicine, prendono spunto dal noto trasferimento del mammografo da Bozzolo a Pieve di Coriano, chiedendosi cosa possa significare questa decisione. Facendo temere che dietro a tutto ciò vi sia una manovra di depotenziamento della struttura.

Vero o non vero, ciò che risulta incontrovertibile è la delusione delle centinaia di donne costrette a recarsi altrove per una visita mammografica che si era sempre potuta effettuare a Bozzolo. Le minoranze, nella interrogazione rivolta al sindaco facenti funzioni Cinzia Nolli, si chiedono come mai non sia partita dal primo cittadino nessun forma di protesta o per lo meno la richiesta di spiegazioni rivolte ai vertici dell’Asl. Una posizione sicuramente difficile e imbarazzante quella della Nolli, essendo contemporaneamente dipendente dell’Ospedale e sindaco del paese. Ma, secondo gli interroganti, quest’ultimo ruolo deve prevalere su tutto il resto, se non altro per la difesa della propria comunità.

Bozzolo inoltre verrà coinvolto nella diatriba che caratterizza i rapporti tra Rivarolo Mantovano  con cui è entrata recentemente nell’Unione Terra di Gonzaga) e Foedus. I mille euro che Caleffi e Vezzoni (presidente e vice di Foedus) chiedono per ogni giorno di utilizzo del server di loro proprietà riguardano anche Bozzolo, a cui il forzato noleggio costerebbe “solo” 200 euro al giorno. “Ma noi il server lo abbiamo – spiegano i due consiglieri di minoranza di Bozzolo – e non abbiamo bisogno di utilizzare quello di Rivarolo che doveva essere restituito sei mesi fa. Quando il sindaco Galli avrà ricevuto i computer acquistati potranno collegarsi  col nostro sistema centrale ponendo fine alla diatriba. Sperando che nel frattempo il Tribunale, dove la controversia finirà per approdare, non decida conseguenze negative anche per le casse del nostro bilancio”.

Ros Pis

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