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Mattia Formis, mister e ora
videoanalista: "Collaboro
col baby Parma di Morrone"

La videoanalisi, per chi non lo sapesse, è la disciplina che porta a vivisezionare una partita azione per azione, sottolineando buone giocate, errori, tempi di gioco, tattiche e tutto ciò che può essere appreso per migliorare il percorso futuro. Il Parma ha chiamato e Formis s’è fatto trovare pronto.
Nella foto Formis con Alex Del Piero

CASALMAGGIORE – L’importante è non fermarsi mai. Sapersi reinventare. E puntare al futuro. Le uniche volte in cui si guarda alle spalle, Mattia Formis, classe 1983 di Casalmaggiore, lo fa per ricordare il padre Aldo, scomparso nel 2010, che più di tutti ha voluto che il figlio non restasse fuori dal mondo del calcio. Nonostante tutto. Una passione forte, anche più della disabilità alle gambe causata da un errore nel vaccino antipolio. Non potendolo giocare, il football per lui è diventato materia d’insegnamento.

Di Mattia già avevamo parlato quando nel 2014, a ottobre, ottenne il patentino di allenatore Uefa B a Coverciano, tra i primi in Europa a farlo. Adesso il ragazzo casalese ha fatto un ulteriore passo avanti. “Mi sono dovuto reinventare, perché non arrivavano chiamate – spiega Formis – . In generale, direi che comunque un po’ di scetticismo per un disabile inserito nel mondo del calcio, senza falso buonismo o remore, c’è ancora. E in tal senso, dopo la bella collaborazione allo Stagno Lombardo con l’amico Elis Perdomini, e un’esperienza nelle giovanili del Colorno, nessuna chiamata è arrivata. In generale, ero visto più che altro come un collaboratore che non come un allenatore. Per questo ho deciso di specializzarmi sulla videoanalisi delle partite, seguendo un corso specifico a Coverciano e iscrivendomi poi successivamente, ossia dopo l’abilitazione, all’ Associazione Italiana Analisti Performance Calcio di Mario Savo, colui che ha partecipato al concorso, promosso nientemeno che da Pep Guardiola, vincendolo con un team di analisti italiani”.

Il calcio non sempre è al passo coi tempi e per Formis la chiamata non è dunque arrivata come mister. Da videoanalista, invece, ecco la scelta del fato, caduta quasi dal cielo durante l’esperienza alle giovanili del Colorno, addirittura da un team Pro. “E’ accaduto per caso: eravamo a Collecchio la scorsa estate per una amichevole tra il Colorno e la Berretti del Parma di Stefano Morrone (ex calciatore di serie A, ndr). Lo stesso Morrone ha visto che stavo maneggiando alcune Go Pro per riprodurre la partita su tablet e si è incuriosito. Ha iniziato a farmi domande e da lì è partito tutto: mi ha coinvolto nel progetto della sua Berretti ed ecco qui nelle vesti di videoanalista per le giovanili del Parma”.

Nella foto Formis e i corsisti per la videoanalisi

Nella foto Formis e i corsisti per la videoanalisi

Per ora, come detto, Mattia Formis non è tesserato col Parma, ma il corso seguito e superato a Coverciano, l’ulteriore approfondimento di Match Analysis con Sics, dove tra i tecnici vi erano pure Stefano Pioli ed Eugenio Corini, oggi in serie A, lo mettono decisamente su una buona strada. “Certo di unire le competenze acquisite come allenatore a quelle apprese diventando videoanalista. Sono contento perché, anche senza essere tesserato, con Morrone s’è creato un buon rapporto, mi coinvolge e mi fa sentire parte integrante della squadra e dello staff. Gli stessi ragazzi della Berretti sono interessati agli insegnamenti. Il tutto sempre nel rispetto dei ruoli, che è fondamentale. E’ chiaro: la mia speranza è che questo primo anno di prova possa sfociare in qualcosa di definitivo magari a fine stagione. Vedremo: io ce la metto tutta”.

La videoanalisi, per chi non lo sapesse, è la disciplina, sempre più importante nel calcio moderno, che porta a vivisezionare una partita azione per azione, sottolineando buone giocate, errori, tempi di gioco, tattiche e tutto ciò che può essere appreso per migliorare il percorso futuro. Il Parma ha chiamato e Formis s’è fatto trovare pronto. In attesa di una chiamata “ufficiale” (magari sempre a Collecchio, perché lì il solco pare tracciato), Mattia non è certo rimasto fermo. Sta già lavorando per buttare almeno una stampella, magari col tempo, chissà, anche tutte e due. Il tutore e la fisioterapia potrebbero fare miracoli. E cambiare la vita di questo ragazzo per il quale però, in fin dei conti, anche così la disabilità è sempre stata solo un’opinione.

Giovanni Gardani 

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