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Bettona cuore d'Italia: SOS
A-Mici porta in Centro Italia
il bene del comprensorio

Tutto il materiale raccolto dai volontari in settimane di certosino lavoro, tra appelli e conteggi, è dunque servito: parte di questo verrà distribuito oggi, domenica, prima del rientro al canile di Assisi, che assieme al canile di Camerino, raccoglie i cani dai paesi terremotati.

BETTONA – Bettona, provincia di Perugia, campo base della missione Sos A-Mici. Ogni camion, furgone o fuoristrada parte e ritorna qui: sabato quello che ha percorso il tragitto più lungo ha iniziato il suo viaggio alle 10 di mattina ed è rientrato alle 10 di sera. “Siamo stati in tutti i luoghi che ci eravamo prefissati – spiegano i volontari, tra cui il nostro Nazzareno Condina – e quindi serve anche tempo, perché in questi paesi colpiti dal terremoto, non tutte le zone sono accessibili. Il camion in questione, quello che ha viaggiato per 12 ore, ha dovuto percorrere 300 km per poter completare ogni passaggio”.

Sos A-Mici, insomma, è iniziata e nella giornata di sabato ha già compiuto buona parte del lavoro: partita alle 2 della notte tra venerdì e sabato, dalle 9 di sabato mattina (quando è giunta al campo base di Bettona) in poi non si è mai fermata, andando a coprire un cinquantina tra paesi e frazioni dei tre versanti, umbro, laziale e marchigiano, colpiti dal terremoto. Norcia, Cascia, Amatrice, nomi passati alla cronaca negli ultimi mesi, più tante frazioni, anche le più sconosciute. Si pensi che Amatrice ne ha 66, un record nella nostra Penisola.

I numeri dicono che nel Centro Italia stanno lavorando 27 volontari, molti dei quali giunti dal comprensorio Oglio Po, oltre che dalla provincia di Parma, con 17 mezzi a disposizione per 16 tonnellate di materiale, per lo più cibo e medicinali per animali (cani, gatti, ma anche cavalli, pecore e mucche, che in qualche caso costituiscono vere e proprie colonne economiche in quelle zone). Ma oltre le fredde cifre ci sono storie da raccontare: i cani randagi nutriti al passaggio dei volontari; le colonie feline e canine che, dopo il passaggio del sisma, si sono moltiplicate; gli occhi di quella gente che dà valore ad ogni cosa; il pranzo al campo base dei Vigili del Fuoco e al campo base della Protezione Civile, con onori e feste per tutti i volontari. I tappeti rossi, a volte, passano dalle parole e da un gesto: è il modo di questa gente di dire grazie. “Abbiamo raggiunto posti irraggiungibili – spiegano i volontari – anche zone rosse, dove abbiamo trovato solo pochi gatti in un clima quasi spettrale, grazie all’aiuto del WWF, che ha scortato uno dei nostri viaggi, per non lasciare indietro nessuno”.

Tutto il materiale raccolto dai volontari in settimane di certosino lavoro, tra appelli e conteggi, è dunque servito: parte di questo verrà distribuito oggi, domenica, prima del rientro, al canile di Assisi che assieme al canile di Camerino raccoglie i cani dai paesi terremotati. Non a caso parliamo della patria di San Francesco, colui che scrisse “Laudato si’” per tutte le Creature in quell’immortale Cantica. Sono creature pure loro, eccome: alcuni erano randagi già prima della venuta del terremoto; altri lo sono diventati; altri sono stati assegnati a queste due strutture dai padroni, rimasti senza casa, con la promessa di un ritorno, non appena tornerà a splendere il sole (in senso figurato, s’intende).

Tra i volontari c’è anche Alessandro Gozzi, sindaco di Martignana: ha incontrato il suo omologo, Pietro Bellini, primo cittadino di Preci, oltre ai volontari della Pro Loco di Norcia: si sono salutati con una promessa, ossia che quella non sarà l’ultimo incontro. Si è parlato pure di un possibile gemellaggio. E’ il miracolo della rinascita e degli intrecci, anche a distanza: dove c’è stata morte, può tornare nuova vita.

Giovanni Gardani

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