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Casalmaggiore, 'pezza'
al porfido in via Cavour:
antiestetica e a metà

E' una soluzione rapida ed indolore - o quasi - che dovrebbe essere temporanea, solo che spesso diviene definitiva in mancanza di fondi. Qualcuno nei giorni scorsi ha segnalato la 'pezza' in via Cavour.

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CASALMAGGIORE – La chiamano ‘pezza’. Viene messa per evitare che il porfido, dove si è disassato, subisca ulteriori danni e perché la pavimentazione circostante si assesti. Perché bastano un paio di blocchi rimossi per far sì che il passaggio delle autovetture rimuova anche gli altri. E’ una soluzione rapida ed indolore – o quasi – che dovrebbe essere temporanea, solo che spesso diviene definitiva in mancanza di fondi. Qualcuno nei giorni scorsi ha segnalato la ‘pezza’ in via Cavour. Una pezza tra l’altro, per come si può vedere dalla foto, lasciata a metà, non si sa per quale ragione. “Se è terminata – ci spiega chi ha fatto la segnalazione – allora è terminata male. Se non è terminata, almeno andava indicata con un cartello o qualcosa per non passarci sopra”. L’ennesima soluzione temporanea in una città in cui il porfido sembra essere una rottura di scatole più di quanto possa essere considerato un componente estetico di pregio. Il problema è che sistemare il porfido non è spesa da poco: pezzare con l’asfalto invece sì. Poi, se la pezzatura resta quella che si nota in foto, costa ancora meno al contribuente. Qualche euro in meno in uscita, qualche giramento in più da parte del contribuente. Ma quello, in genere, non viene quantificato in denaro. In mattinata anche il sindaco Filippo Bongiovanni ha dato spiegazioni dei lavori, tranquillizzando la cittadinanza: “Padania Acque – ha spiegato – ha svolto dei lavori di un certo rilievo sulle condotte fognarie. La ditta incaricata da Padania, in attesa che si compatti il punto in cui ha scavato, ha dovuto utilizzare questa soluzione di ripiego. Come peraltro è successo in via Porzio un anno fa. Appena si sarà consolidato il fondo, tornerà il porfido. La situazione pericolosa col rischio di sfondamento è stata risolta. Tolleriamo l’inestetismo per qualche mese al fine di evitare il ripetersi di questa situazione di pericolosità”.

Nazzareno Condina

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