Un commento

Crocerossine a Casalmaggiore
Dentro la novità del corso:
"L'etica di CRI ci distingue"

Le materie trattate sono etica, diritto internazionale umanitario, psicologia dell’emergenza, esercitazioni con elicotteri per trasporti in zone di guerra, oltre alla profonda conoscenza del regolamento delle infermiere volontarie e della storia di Croce Rossa. Da rimarcare poi un aspetto particolare, ossia i rapporti con le forze armate.

CASALMAGGIORE – A Casalmaggiore arrivano le crocerossine. Si chiamano, in gergo, infermiere volontarie e da sempre costituiscono uno dei gruppi più apprezzati che opera all’interno della Croce Rossa Italiana. A Casalmaggiore, in realtà, quattro già stavano operando da qualche mese, dopo avere seguito il corso a Cremona, ma la novità assoluta, dopo 102 anni di storia e parecchi tentativi per il comitato locale casalese, è rappresentata proprio dal fatto che per la prima volta un corso di questo genere viene organizzato a Casalmaggiore.

Mercoledì nella sede locale si è tenuta la seconda lezione, di etica, tenuta dall’ispettrice provinciale Loredana Uberti, sotto la supervisione del dottor Luigi Borghesi, già responsabile sanitario della sezione casalese e ora nominato direttore del corso. Un corso che, nella fattispecie, a Casalmaggiore prevede la partecipazione di sei aspiranti volontarie che sono già infermiere professionali. “Durerà dai sei agli otto mesi – ha spiegato Uberti – e, proprio perché parliamo di infermiere professionali che dunque già conoscono il mestiere, non verranno trattate materie di carattere sanitario”.

Le materie sono piuttosto etica, diritto internazionale umanitario, psicologia dell’emergenza, esercitazioni con elicotteri per trasporti in zone di guerra, oltre alla profonda conoscenza del regolamento delle infermiere volontarie e della storia di Croce Rossa. Da rimarcare poi un aspetto particolare, ossia i rapporti con le forze armate, dato che le infermiere volontarie di Croce Rossa Italiana proprio con questo mondo si interfacciano da sempre.

Nella foto Uberti mentre tiene la lezione

Sei aspiranti infermiere più quattro già attive, insomma, per un totale di dieci. Un sogno che la Croce Rossa casalese inseguì già nel 1915, con il fondatore Ippolito Longari Ponzone, come dimostra il verbale originale del 6 novembre di quell’anno, quando un telegramma del Re diede via libera a una possibilità che però non si concretizzò mai. Ci provò  pure il dottor Piersanti nel 1936, ma anche in quel caso nessuno sviluppo. Ora, sotto la presidenza di Rino Berardi, il passaggio decisivo, dopo un lavoro di tre anni. Una svolta che rimarrà anche per chi ha deciso di affrontare il corso: partendo da un valore in particolare. “La nostra etica – ha spiegato Uberti alle corsiste – ci distingue da quando diventiamo infermiere di Croce Rossa finché restiamo in questo ruolo, di fatto ci accompagna per tutta la vita”.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti
  • Beach70

    Si precisa che la figura dell’infermiere PROFESSIONALE non esiste più da ben 23 anni!!!! ( Decreto Ministeriale 739 del 1994). Anche chi si era formato come infermiere professionale non deve qualificarsi come professionale ma INFERMIERE senza nessun altro aggettivo chiarificatore (Decreto 2 aprile 2001). Questo non è stato un segno di regressione della professione infermieristica ma una evoluzione visto che è passata da una mansione tecnica ad una intellettuale e da una formazione a corsi ad una universitaria.