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Facchini e Composad, ora
la rottura è totale dopo
l'ultima fumata "nerissima"

Cercando di capire perché l’associazione che dovrebbe difendere maggiormente i lavoratori riuniti in cooperativa, Stefano Re spiega: "Ma è chiaro il motivo: loro ragionano con la mentalità imprenditoriale, non in difesa degli operai”.

VIADANA – “Se ieri si poteva parlare di  fumata grigia oggi è sicuramente nera, anzi nerissima”. Così si esprime Stefano Re, rappresentante del sindacato Adl Cobas in merito all’incontro tra le parti avvenuto a Mantova davanti al Prefetto Carla Cincarilli, con il Comune di Viadana rappresentato dal Sindaco Giovanni Cavatorta, oltre all’Amministrazione Provinciale e a Confindustria.

La rottura delle trattative è purtroppo definitiva e adesso il futuro dei 260 lavoratori della Viadana Facchini Clio è davvero sospeso ad un filo. Non rimane che attendere la comunicazione dell’esito dell’incontro, iniziato martedì e terminato il giorno dopo, cioè giovedì pomeriggio, ai diretti interessati per capire quale atteggiamento verrà assunto. I sindacati in sostanza chiedevano la sottoscrizione di un impegno occupazionale per tutti i lavoratori con la richiesta di ricevere le garanzie contrattuali che erano state sottoscritte nel 2016. Con la volontà di recuperare il lavoro arretrato, mettendosi a coprire turni dal lunedì alla domenica. E pure con la disponibilità a riprendere le trattative per verificare eventuali cali di lavoro.

Ma la risposta è stata di netto rifiuto per quanto riguarda la salvaguardia del mantenimento di tali garanzie per tutti i lavoratori. La parte più resistente a tali proposte sembra sia arrivata proprio dalla Lega Coop. Cercando di capire perché l’associazione che dovrebbe difendere maggiormente i lavoratori riuniti in cooperativa, Stefano Re spiega: “Ma è chiaro il motivo: loro ragionano con la mentalità imprenditoriale, non in difesa degli operai”.

Ros Pis

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