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Frazioni est ricordano i propri
Caduti della Prima Guerra:
evento col Generale Boselli

"Ragazzi fra i 18 e i 24 anni uccisi, fatti prigionieri, dilaniati da bombe e la maggior parte proprie nel 1917, al punto che nei primi mesi dell’anno successivo venne fatto l’arruolamento della classe 1899. E’ per ricordarli che abbiamo chiesto all’amministrazione di predisporre un attestato di benemerenza" spiegano gli organizzatori.

QUATTROCASE (CASALMAGGIORE) – Una mattinata dedicata ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, in particolare delle frazioni di Quattrocase, Casalbellotto, Fossacaprara, Roncadello e Valle. L’evento “Non dimenticare”, organizzato dalle associazioni Quattrocase è viva, Casalbellotto Insieme e Oltrefossa, che hanno effettuato un certosino lavoro di ricerca storica, si terrà domenica mattina nella chiesetta di San Rocco a Quattrocase, appositamente dedicata alla Pace. Alle 9.30 il saluto delle autorità, alle 11 invece la messa. “Il perché di tale evento – spiegano gli organizzatori – va ricercato nel fatto che non pensavamo che fossero sufficienti le iniziative per ricordare gli avvenimenti di 100 anni or sono fatti negli anniversari di inizio e di fine della Grande Guerra, forse dimenticandosi che è durata ben tre anni, come tutti sappiamo (quattro per altre nazioni) e che motivi per rinnovare il ricordo ce ne sarebbero stati parecchi”.

“Per questo abbiamo pensato – continuano gli organizzatori – di ricordare anche i 100 anni da quel lontano 1917, forse l’anno più drammatico di tutta la guerra. Qualcuno l’ha definito l’anno delle rivoluzioni ed in effetti nel 1917 ci fu la Rivoluzione Sovietica in Russia con il conseguente ritiro di tale nazione dalla guerra, ci fu la disfatta di Caporetto con la conseguente grande paura di perdere la guerra e da qui la “rivoluzione” dei comandi del nostro esercito, ci furono rivolte in molte città e paesi, a causa della stanchezza derivante da una guerra di trincea che produceva solo morti, tanti morti, rivolte di donne per il pane che cominciava a scarseggiare, insubordinazione nell’esercito, un Papa, Benedetto XV, che per la prima volta nella storia dei Papi parlava apertamente di pace, di cessazione delle ostilità, larga parte del Paese che cominciava a pensare che forse il Papa aveva ragione nel definire tale guerra una inutile strage”.

“Ma, al di là di questi avvenimenti – spiegano le tre associazioni – ciò che ci ha spinto maggiormente a rinnovare il ricordo di quel 1917 è stato il fatto che l’inverno tremendo prima e poi i continui inutili assalti alle trincee nemiche hanno distrutto la migliore gioventù del nostro Paese. Se andiamo a leggere le date di nascita di quei ragazzi mandati al macello, non può non prenderci un brivido: ragazzi fra i 18 e i 24 anni uccisi, fatti prigionieri, dilaniati da bombe e la maggior parte proprie nel 1917, al punto che nei primi mesi dell’anno successivo venne fatto l’arruolamento della classe 1899 (da cui l’espressione “i ragazzi del ’99”). E’ per ricordarli che abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di predisporre un attestato di benemerenza. Il sindaco ha immediatamente dato la sua disponibilità (e in questa sede lo ringraziamo pubblicamente) e così domenica 21 maggio 2017 a Quattrocase, a partire dalle ore 9.30, avremo modo di fare un atto che avrebbe dovuto essere fatto anche prima: dimostrare che non ci siamo dimenticati di quei ragazzi”.

Verranno così consegnati gli attestati di benemerenza ai famigliari dopo il ricordo di quei lontani avvenimenti tenuto dal Generale Francesco Boselli (alle ore 10) prima della Santa Messa (prevista alle 11), che sarà tenuta presso la chiesetta di San Rocco, intitolata alla Pace. Il Generale Boselli avrà modo di parlare anche del rapporto tra la Guerra e don Primo Mazzolari, in un primo tempo interventista e poi autore del meraviglioso libro “Tu non uccidere”. “Molti degli spunti nell’organizzare questa manifestazione – rivelano gli organizzatori – li abbiamo tratti dal recente “La Chiesa in trincea” di don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Mazzolari di Bozzolo. Purtroppo non è stato materialmente possibile invitare i famigliari dei Caduti uno ad uno, lo abbiamo fatto con chi ci ha dichiarato il suo legame di parentela, ma molti parenti a volte non ricordano, oppure non ci sono più, magari si sono trasferiti in altro luogo. Continueremo la nostra ricerca, poiché vorremmo ricostruire la storia di quegli anni nei nostri paesi, i problemi, le sofferenze, i sacrifici di tante famiglie con i figli o i mariti in guerra, con le poche e scarne notizie che arrivavano dal fronte, nella forma (e non solo) che verrà illustrata in una piccola mostra allestita per l’occasione. Per questo chiediamo a tutti coloro che hanno rapporti di parentela con i Caduti delle cinque frazioni o che sono a conoscenza di notizie relative ai parenti dei Caduti stessi o che hanno documentazione riguardante la Grande Guerra, di darcene notizia”.

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