Cronaca
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Composad, la Celere arretra soccorsa una donna: la tensione resta alta

Dopo un ora di 'corpo a corpo', il primo dirigente della Questura, ha dato l'ordine agli uomini in assetto antisommossa di indietreggiare rinunciando al momento all'azione di forza

 

VIADANA – Tensione altissima davanti alla sede della Composad. Questa mattina la celere ha cercato di rimuovere i manifestanti di Viadana Facchini usando le maniere ‘forti’. Il bilancio al momento è di tre contusi ma la situazione è tutt’ora caotica. Una donna marocchina è stata portata in ospedale. Alta la presenza di donne e bambini nel blocco che dopo un momento di confusione, resta davanti ai cancelli della ditta viadanese.

(AGGIORNAMENTO: ore 11.15) – Il blocco continua. Sul posto è giunta l’assessore ai servizi Sociali Alessia Minotti e due assistenti sociali a tentare una mediazione per far spostare almeno i bambini ed evitare che la tensione possa generare incidenti. L’assessore è a colloquio con i rappresentanti sindacali affinché si facciano da intermediari con i manifestanti. La tensione resta altissima.

(AGGIORNAMENTO: ore 12.05) – Dopo un ora di ‘corpo a corpo’, il primo dirigente della Questura, lo stesso che aveva avvertito i manifestanti che stavano commettendo un reato bloccando i cancelli dando quindi l’ordine agli uomini in assetto antisommossa di spostare di peso donne e bambini ha fatto indietreggiare gli agenti rinunciando all’azione di forza anche perché nel frattempo era arrivata la ambulanza con un auto medica per soccorrere una donna svenuta. Nessun risultato nemmeno da parte dell’assessore Minotti che parlando con alcune mamme chiedeva di portare a casa i piccoli da quella situazione incandescente. “Ma noi stiamo lottando anche per loro perché se non tolgono o licenziamenti cosa daremo da mangiare ai nostri figli?”

(AGGIORNAMENTO: ore 13.50) – Situazione di attesa. Blocco dei cancelli e presidio continuano con la Polizia a debita distanza. Con grande soddisfazione e applausi é stata accolta la solidarietà di una quindicina di coloro che avevano accettato di tornare al lavoro sotto la nuova cooperativa e che – secondo la voce che circola – si sarebbero dimessi per solidarietà.

Rosario Pisani

SEGUONO AGGIORNAMENTI)

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