Un commento

Crisi idrica, il cremonese si
salva. 'Solo' il 25% di acqua
si disperde (a Roma è il 45%)

E' tranquillizzante l'amministratore delegato di Padania Acque Spa Alessandro Lanfranchi, intervenuto questa mattina sul tema dell'emergenza idrica a margine della presentazione delle nuove tecnologie digitali nell'azienda pubblica.

Il recente temporale non basterà a risollevare la situazione di crisi idrica in cui versa tutta Italia, con il caso clamoroso del Lazio e di Roma in particolare, dove  in settimana l’acqua potrebbe essere razionata. La situazione resta grave in tutta Italia, ma sul cremonese, dove l’approvvigionamento viene fatto attraverso 229 pozzi di profondità variabile, non c’è alcuna emergenza. Almeno per ora: data la conformazione delle nostre falde, a valle di tutto il bacino padano, è probabile che qualche problema si venga a creare tra qualche mese.

Alessandro Lanfranchi, a.d di Padania Acque

E’ tranquillizzante l’amministratore delegato di Padania Acque Spa Alessandro Lanfranchi, intervenuto questa mattina sul tema dell’emergenza idrica a margine della presentazione delle nuove tecnologie digitali nell’azienda pubblica. Se emergenza ancora non è, lo si deve anche ai copiosi investimenti fatti negli anni sulla rete dell’acquedotto e delle fognature cittadine, con una perdita di rete di ‘appena’ il 25%, comprensivo anche dell’acqua di servizio (lavaggi e spurghi attuati nel normale esercizio di rete). Dunque, appena un quarto di acqua che se ne esce dai condotti,  una quantità che può sembrare elevata, ma che tale non è se paragonata alle reti colabrodo che si trovano in tante parti d’Italia: a Roma è il 45% secondo i calcoli di Cittadinanzattiva, in zone del sud ancora più alta.

Nei prossimi tre anni, Padania Acque ha messo in conto 11 milioni di euro di investimenti nelle nuove tecnologie: serviranno in larga misura per installare nelle fognature e nelle reti dell’acqua potabile dei sensori che consentano di sapere in tempo reale quanta acqua sta scorrendo, con che pressione, in quale direzione e a che velocità. Non solo nella città di Cremona, ma in tutti i 115 comuni collegati e per un totale di oltre 4000 km di reti. 11 milioni che fanno parte degli 80 previsti nel triennio 2016-2019: in particolare ci sarà l’adeguamento digitale delle reti (smart city management) con un valore pari a 6,2 milioni e saranno sostituiti contatori per 3 milioni di euro. I benefici? Una sala di controllo che abbia sott’occhio tutto quanto succede sotto terra, mezzi geolocalizzati, ottimizzazione di percorsi e tempi di intervento in caso di guasti, ‘modellizzazione’ sia della qualità dell’acqua, sia degli scenari di inquinamento, siccità ed altre emergenze.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Dario Tartari

    se ne perde il 25% e si riesce a dire che è poca roba e per giustificarlo si guarda a dove se ne perde di più……tutto scorre