Un commento

CNC, attacco alla gestione
dell'Ufficio Bandi, chiesti
chiarimenti a Reindustria

“Un tempo quando l’ufficio bandi era comunale, veniva dato un incarico ma la parte politica era fondamentale. Era l’assessorato che indirizzava la ricerca sui bandi. Adesso l’ufficio bandi sovracomunale va da se, intercetta i bandi e poi attiva costose consulenze inspiegabili"

CASALMAGGIORE – Servono risposte chiare. Non le ha date l’amministrazione cittadina nel corso dell’ultimo consiglio Comunale, le darà il presidente di Reindustria, Giuseppe Capellini, chiamato direttamente in causa dalla Minoranza di Casalmaggiore la Nostra Casa. In fondo era stato lo stesso Filippo Bongiovanni – come spiegano Calogero Tascarella, Pierluigi Pasotto e Mirca Papetti – a spiegare che se vi fossero stati dubbi sui conti non era l’amministrazione cittadina che si sarebbe dovuta interpellare ma direttamente Reindustria, a cui l’Ufficio Bandi Sovracomunale fa riferimento.

Stamattina, nel corso di un’informale conferenza stampa, si è parlato proprio di quelli, dei numeri che emergono dai dati del centro di costo di Reindustria, che l’opposizione ha portato alla luce. I dati sono quelli delle tre annate 2015, 2016 e 2017. Naturalmente i conti del 2017 sono riferiti al maggio di quest’anno. Tra i costi che l’opposizione ha messo in evidenza vi sono 1013,45 euro in cialde del caffé (erano stati 217 euro in tutto il 2016), 4.500 euro in altre non meglio specificate altre spese generali (zero nel 2016, 200 euro nel 2015), e poi ancora 3012 euro in fotocopie (1080 euro nel 2016, 180 nel 2015) “A noi – ha spiegato Calogero Tascarella – si fa la paternale sulle fotocopie, poi si spendono 3000 euro per lo stesso motivo”.

Ma la questione più pressante di cui si chiede spiegazione a Capellini è quella delle consulenze. Cifre alte e meccanismi di affidamento inspiegabili secondo la stessa opposizione. “Un tempo – spiega Pierluigi Pasotto – quando l’ufficio bandi era comunale, veniva dato un incarico ma la parte politica era fondamentale. Era l’assessorato che indirizzava la ricerca sui bandi, Carla Visioli a sovrintendere il tutto e gli uffici ad occuparsi del resto. Adesso l’ufficio bandi sovracomunale va da se, intercetta i bandi e poi attiva costose consulenze inspiegabili”.

Un modus operandi reso ancora più evidente dai bilanci, nettamente diversi tra Crema e Casalmaggiore. “Si è voluti andare oltre l’ambito casalasco non mantenendo la stessa attenzione per la città. Ricordo un Bongiovanni all’opposizione sempre pronto a fare le pulci sui conti delle partecipate. Adesso, tanto per dirne una, paghiamo due iscrizioni al Gal e mentre quello da cui ci siamo staccati fa progetti a cui Bongiovanni e la sua giunta decidono di non partecipare e porta a casa ottimi risultati (Iris e ciclovie), l’altro sembra fermo. A Capellini chiediamo i chiarimenti che l’amministrazione non ci ha dato per quanto riguarda Reindustria. Si rende conto di tutto questo? Lo giustifica? Perché l’ufficio di Casalmaggiore presenta evidenti sovraccarichi gestionali, con l’ingaggio di altri consulenti? Chiediamo un resoconto dettagliato sui costi attribuiti all’ufficio bandi e con quali criteri ci si affida ad ulteriori consulenze. Ci sono scelte che non passano neppure da Reindustria. Lì ci sono i soldi anche dei contribuenti di Casalmaggiore, 41 mila euro più altri 7190”.

A rincarare la dose Mirca Papetti. “L’idea di Reindustria era intellettualmente buona. L’ufficio bandi sovracomunale ha perso le proprie finalità, che sono anche quelle di aiuto al tessuto produttivo su progetti concreti. Abbiamo perso la possibilità di aderire ai programmi sulle ciclovie, ma ancor più grave abbiamo una filiera alimentare e una metalmeccanica che potremmo promuovere, tanto per fare un esempio. Dovremmo fare quel che fanno a Crema e qui non lo facciamo, anche se le finalità di Reindustria sono quelle. L’ufficio sovracomunale ha perso le finalità contenute nel documento di fondazione: la vera missione di Reindustria è quella di essere un’agenzia per lo sviluppo territoriale. Non è nata per intercettare unicamente bandi per i comuni”. Ora la palla passa al presidente di Reindustria che dovrà dare conto, nello specifico, di tutti i numeri messi in evidenza da CNC. Ed evidenziare eventuali incongruenze.

Nazzareno Condina

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Commenti
  • Emilio Dell’Asta

    Reindustria da sempre ha avuto grossi limiti sul modo di gestire i soldi, atteggiandosi ad usare criteri di valutazione di progetti in modo differenziato a seconda dei territori richiedenti. Bene è stato fatto a sollevare il problema delle spese e delle consulenze. Occorre avere risposte chiare e credibili partendo dal presupposto che si usano soldi pubblici.