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Torre d'Oglio, Cavatorta:
"Tutti vogliono ponte nuovo
E prima cosa hanno fatto?"

"Ben venga un accordo di programma: sono convinto però che esso debba nascere dalla Provincia, ente proprietario, di solito funziona così (per il palazzetto questo abbiamo fatto essendo nostro), non certo dai comuni e chiaramente non si può scaricare questa patata bollente unicamente ed esclusivamente su Regione".

VIADANA – “In effetti è vero: tutti si cimentano nell’esercizio di intervento su Torre d’Oglio. Chi non vorrebbe un ponte nuovo? Domanda retorica ma fa capire che ormai anche chi, per vicinanza politica, fino a poco tempo fa difendeva o giustificava un manufatto pensato dalle passate amministrazioni provinciali per far risparmiare soldi all’ente proprietario cioè la Provincia stessa, ha definitivamente rinnegato una sua creatura”.

Così Giovanni Cavatorta, sindaco di Viadana, si espone su quello che ormai è divenuto il tema del mese di agosto e attacca il Pd e in generale il centrosinistra, che ha tenuto le redini della Provincia negli ultimi tempi. “Ponte nato male – scrive Cavatorta – uno dei casi in Italia di ristrutturazione in cui la toppa è peggio del buco, che deve rispondere a esigenze di spending review ed evidentemente non di funzionalità, tra l’altro snaturato in buon parte nella sua estetica, dopo pochi anni viene definitivamente abbandonato a se stesso, ormai senza nè padre nè madre. Triste epilogo di questa vicenda dove i danneggiati sono in primis i cittadini e in secundis le amministrazioni comunali dei territori dell’Oglio Po che subiscono questa ferita su un territorio il quale già fatica a relazionarsi con Mantova e deve convivere con un ponte che, paradosso nel paradosso, per sua natura dovrebbe unire e invece divide, materialmente e non. Si chiede impegno al comune e a me in primis ma quando questo è mai venuto meno? E continueremo su questa linea”.

“L’incontro del settembre scorso in Provincia con l’assessore Fava e il presidente Morselli – prosegue Cavatorta – nasce anche dalla sollecitazione dei sindaci di Marcaria e Viadana. Abbiamo partecipato col nostro tecnico al tavolo indetto da Regione con la Provincia per affrontare le tematiche tecniche appunto. Ben venga un accordo di programma: sono convinto però che esso debba nascere dalla Provincia, ente proprietario, di solito funziona così (per il palazzetto questo abbiamo fatto essendo nostro), non certo dai comuni e chiaramente non si può scaricare questa patata bollente unicamente ed esclusivamente su Regione Lombardia, sarebbe ingiusto e provocatorio con tutti i fondi che eroga sul territorio. I signori del Pd che mi tirano in ballo (ormai sport ufficiale del circolo viadanese) chiedendo addirittura a me di trovare soluzioni (!), si facciano fautori, vista la responsabilità politica che hanno avuto e la maggioranza che detengono in Provincia, di intavolarlo e raggiungerlo, ponendo così rimedio alla attuale situazione, gliene daremo atto e meriti. Si abbia però il buon senso, soprattutto da parte di chi in passato sedeva dalla stessa parte politica che ha voluto e deciso questo manufatto provinciale, di non chiedere risorse finanziarie ai comuni”.

“Come Viadana non abbiamo soldi disponibili – precisa infine Cavatorta – impegnati come siamo su tante opere pubbliche comunali per far ripartire una comunità, servizi indifferibili da erogare e combattendo ogni giorno con vincoli asfissianti di finanza pubblica. Quest’anno abbiamo dovuto chiedere spazi aggiuntivi per utilizzare ulteriore nostro avanzo alla regione, gli anni prossimi, oltre a doverli restituire, per far fronte a ulteriori impegni come potrebbe essere questo, dovremmo rinunciare a opere inderogabili, tenendo presente comunque che non sarebbe alla nostra portata. Anzi, provocatoriamente, dovremmo essere noi a chiedere risarcimento dei danni morali e concreti che i nostri cittadini stanno subendo da mesi, tutti i giorni”.

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