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Ponte sul Po, Colorno lancia
l'idea traghetto. Bongiovanni:
"Proposta percorribile"

Ne parla anche il Corriere della Sera di lunedì e porta all’istituzione di un traghetto che collega la sponda casalese con Sacca di Colorno. Traghetto per persone a piedi (o al massimo in bici), dopo di che sulle due sponde servirebbe coinvolgere la Tep e le sue corriere.

CASALMAGGIORE – Non ci si scappa: i dubbi sono sempre quelli. I tempi e i costi. E se per ridurre i primi si sta facendo il possibile, tanto che la disponibilità immediata di 3.5 milioni di euro da parte di Regione Lombardia è un buon segnale circa la volontà di sistemare l’emergenza, per non far lievitare i secondi servirà anche fortuna. Tra giovedì e venerdì la risposta, dopo il nuovo sopralluogo organizzato sotto la campata e le travi danneggiate.

Di sicuro non arriverà un ponte nuovo, il cui costo partirebbe da una cifra compresa tra 150 e 200 milioni a salire e per rifare il quale servirebbe dunque un piano nazionale, che deve partire dal Ministero, non certo da Province o Regioni. Va detto che un ponte, come hanno spiegato alcuni ingegneri allo stesso sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, ha un’età media di 100 anni. Quello di Casalmaggiore, nato nel 1958, sfiora dunque la cifra tonda dei sessanta, e prima o poi una soluzione drastica di rifacimento andrà pure presa in considerazione. Non ora però, non subito.

Da qui la speranza che i danni non siano troppo consistenti. A seconda dei costi e della lunghezza di chiusura del manufatto stimata, ecco le prime soluzioni proposte. In tempo di crisi, diceva quella frase attribuita ad Einstein, le idee vengono fuori. Una, abbastanza efficace e percorribile (anche se vanno valutati i costi), è stata lanciata dal sindaco di Colorno Michela Canova e sposata dal collega di Casalmaggiore Bongiovanni: ne parla anche il Corriere della Sera di lunedì e porta all’istituzione di un traghetto che collega la sponda casalese con Sacca di Colorno. Traghetto per persone a piedi (o al massimo in bici), dopo di che sulle due sponde servirebbe coinvolgere la Tep e le sue corriere. Non è una soluzione definitiva, insomma, ma d’emergenza: anche perché il tempo di percorrenza sul fiume da Casalmaggiore a Sacca, e viceversa, è di 25 minuti e dunque servirebbe molta pazienza.

L’idea di superare il Po dal ponte di Viadana-Boretto resta, a livello di tempi, più appetibile, anche perché i traghetti verrebbero comunque programmati solo negli orari più caldi della giornata. Certo, meglio di niente e comunque, se non altro, è una prima bozza di percorso. Fino a metà settimana, in ogni caso, impossibile fare troppe ipotesi. E dato che per portarsi avanti non è mai troppo tardi, l’invito che deve giungere direttamente a Roma nelle stanze nazionali della politica è di iniziare a preoccuparsi di un maxi piano per i ponti sul Po, non pochi, che a livello nazionale stanno raggiungendo un’età importante. E che, a quanto pare, eterni non sono…

Giovanni Gardani

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