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Alla scoperta di Maranello
Service: a Calvatone 5mila
metri quadrati di mito Ferrari

Tutto questo è merito di un bozzolese doc, Alessandro Peraro che a soli 17 anni, stimolato dal nonno, già cominciava a farsi un nome come meccanico in grado alla stessa età di mettere le mani su motori importanti come quelli costruiti a Maranello.

BOZZOLO – Si trova fuori dal centro urbano di Bozzolo sulla strada per Piadena, per la precisione a Calvatone, la più grande mostra di Ferrari del territorio. Coi suoi 5000 metri che comprende area espositiva, carrozzeria e revisione motori rappresenta un vero gioiello imprenditoriale anche per la quindicina di operai di mano d’opera. Un vero boccone d’ossigeno in un’area, quella bozzolese, che risente da tempo della mancanza di una imprenditorialità viva e pulsante. Vedere un centinaio di Ferrari tutte assieme allineate una accanto all’altra è davvero uno spettacolo da far venire l’acquolina in bocca a tutti quelli che passando sulla ex statale 10 vengono attirati da  quella prestigiosa vetrina.

Tutto questo è merito di un bozzolese doc, Alessandro Peraro che a soli 17 anni, stimolato dal nonno, già cominciava a farsi un nome come meccanico in grado alla stessa età di mettere le mani su motori importanti come quelli costruiti a Maranello. E oggi, a distanza di trent’anni lo stesso personaggio gestisce, assieme alla giovane figlia Amanda, il “Maranello Service, un imponente salone dove le macchine ricevono tutte quelle cure che modelli di questo livello esigono per la gioia e la libidine dei loro proprietari. “Noi non abbiamo nessuna dipendenza con la Casa madre – anticipa Amanda Peraro accogliendoci nell’elegante ufficio – . A molti può sembrare strano, ma lavoriamo in totale autonomia. Possiamo utilizzare il nome e le scritte con l’unica clausola di non esporre il simbolo del Cavallino rampante”.

I contatti con Modena comunque ci sono e come anche perché dei Peraro ormai si parla non solo in Italia ma in tutta Europa. Il loro è l’unico centro di cosi elevate dimensioni, 5 mila metri quadrati di superficie, in cui i clienti trovano tutto, dalla carrozzeria alla meccanica all’assistenza con ogni tipo di riparazioni, le modifiche e i suggerimenti che ciò comportano. “Siamo riusciti ad accontentare un cliente della Sicilia con un problema alla vettura che doveva correre in pista il giorno dopo. Lavorando di notte abbiamo potuto sistemare il guaio e consentirgli di gareggiare all’ora stabilita”. Questo grazie alla disponibilità dei meccanici preparati e competenti “allevati” per così dire da Alessandro Peraro.

La visita al salone è qualcosa che fa tremare e non per i rombi mostruosi che fanno vibrare ogni tanto le pareti ma per l’effettiva emozione che un luogo del genere suscita. Nello scattare le foto ci viene suggerito di evitare possibilmente le targhe per non arrivare ad identificare i proprietari per una evidente questione di privacy. La curiosità di sapere chi al giorno d’oggi può permettersi di spendere dai 250mila euro in su viene soddisfatta con un generico “sono industriali, imprenditori, avvocati, notai”. Comunque viene aggiunto che su questo territorio di Ferrari ne circolano circa una cinquantina di cui un paio appartenenti ad una medesima famiglia. Uno di questi professionisti residenti in Svezia ha voluto che la sua Ferrari venisse sistemata da questa azienda che ha inviato un carro attrezzi sino a Stoccolma per prelevarla e portarla a Calvatone.

Una a fianco all’altra vi sono vetture di ultima generazione accanto a modelli storici costruiti in pochissimi esemplari. Questo è un altro aspetto specialistico del lavoro presso il “Maranelo Service”. I possessori per esempio chiedono che la vernice della loro vettura venga completamente eliminata per ridare il colore originale, così come gli interni spesso da rifare totalmente per poter restituire al modello l’autentico e originale significato storico. E l’azienda con operai specializzati sa fare tutto questo nel reparto carrozzeria, con forno per l’asciugatura e reparto pellame. A prezzi rapportati all’importanza della vettura naturalmente. “Anche se – sottolinea Amanda – qui si possono fare tagliandi spendendo solo mille euro”

Ros Pis

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