Ponte e allagamenti, Orlando Ferroni: "Lo stato? Non esiste!"
“Mai come ora capisco che siamo senza lo stato - prosegue Ferroni - e tutti i politici che vengono qui dovrebbero essere accolti col lancio di pomodori, da Alessandro Sorte a tutti gli altri"
CASALMAGGIORE – “Guardando a come siamo ridotti dopo la chiusura del ponte, e vedendo come è ridotto il centro Italia dopo il viaggio dei cremonesi per portare aiuti, sono giunto ad una semplice conclusione. Lo Stato non esiste”.
E’ un fiume in piena Orlando Ferroni. Inviperito dopo le prime immagini di una giornata ad altissima tensione. Ponte di Casalmaggiore chiuso per i problemi strutturali già noti, Colorno colpito dall’esondazione, Enza tracimato a Lentigione e a Brescello. Per i casalaschi costretti ad andare a Parma un giro lunghissimo che passa da Sant’Ilario d’Enza. Code lunghissime, per un viaggio di un’ora e quaranta minuti. Cinque volte in più del tempo che ci si impiegava prima della chiusura di ponte po.
“Mai come ora capisco che siamo senza lo stato – prosegue Ferroni – e tutti i politici che vengono qui dovrebbero essere accolti col lancio di pomodori, da Alessandro Sorte a tutti gli altri. Non ne faccio una questione di bandiera. Le istituzioni sono lontane dai nostri problemi, dal nostro territorio. A gennaio verrà anche il ministro del Rio. Che se ne stia a casa, come devono starsene a casa tutti gli altri: al momento qui abbiamo sentito solo parole, da tutti. Parole inutili. Perché poi nessuno di questi vive i problemi che stiamo vivendo, nessuno si rende conto davvero che cosa significhi essere un casalasco oggi. Lo stato è assente. Siamo in condizioni simili a quelle dei terremotati, e visti i tempi che lo stato sta mettendo in quella situazione tragica in centro Italia, non oso pensare quanto ci vorrà qui se lasciamo tutto in mano alla politica”.
Presi in giro, secondo il vulcanico delegato alla golena del comune di Casalmaggiore: “Stiamo perdendo tempo. Tempo prezioso quando la soluzione, quella del ponte provvisorio, è a portata di mano. Sta perdendo tempo lo stato, stanno perdendo tempo le regioni e stanno perdendo tempo le province. Dobbiamo fare da soli, questa la verità. Perché peraltro, da quel che so, lo stato di emergenza non lo avremo mai e pensare di fare le cose con i tempi della burocrazia è assurdo. La soluzione più rapida è quella che gli imprenditori privati da soli o, in alternativa, con la crezione di una società che veda la partecipazione di tutti, anche dei cittadini, si faccia carico di ricostruire il ponte, un ponte provvisorio. Lo studio di fattibilità già c’é”.
La soluzione è radicale: “Dobbiamo prendere atto che lo stato non esiste, che siamo stati lasciati soli, da tutti o quasi e in ragione di questo agire. Basta guardare alle aree del terremoto per capire cos’è, lo stato. Quando partiamo dal fatto che lo stato non c’è, si agisce di conseguenza. La politica continua a parlare e non fa. E che non venga qui più nessuno a promettere qualcosa perché la pazienza è davvero finita. E’ il momento di agire: faccia chi sa e chi può, si proceda con quel che c’è di concreto, senza perdere altro tempo: al momento l’unica cosa concreta è il ponte provvisorio. E’ assurdo pensare che un territorio come il nostro possa essere messo in ginocchio da un’infrastruttura o da un territorio, è il caso delle piene, mal gestito e mal governato in cui ormai basta un giorno di pioggia per generare disastri”.
Nazzareno Condina