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Gli Angeli del Fango tornano
a Lentigione: una ventina di
ragazzi dal Casalasco a spalare

Lentigione è a pochi passi da Casalmaggiore, e confine quasi col comprensorio Oglio Po, tenendo conto che è divisa da pochi chilometri rispetto a Viadana: anche per questo molti dei giovani Casalaschi impegnati si sono ritrovati nel parcheggio del Conad la mattina presto partendo così tutti insieme per coordinarsi.

LENTIGIONE (BRESCELLO) – Li chiamarono Angeli del fango: erano i ragazzi che aiutarono Firenze a risollevarsi dall’alluvione dell’Arno il 4 novembre del 1966, salvando uomini, case e anche l’infinito patrimonio artistico del capoluogo toscano. Gli Angeli del fango però, questa volta, sono partiti da Casalmaggiore e hanno unito le forze per arrivare a pochi chilometri da lì, ossia a Lentigione, la frazione di Brescello completamente sommersa dall’esondazione del torrente Enza.

Si sono ritrovati tra sabato e domenica, giorni che solitamente si dedicano allo svago o al riposo dopo una settimana di lavoro intenso, e hanno deciso di sacrificare il relax per dare una mano a chi aveva bisogno: senza bisogno di grande logistica, perché non si è trattato di un “percorso” da Protezione Civile, ma semplicemente i volontari hanno dato una mano concreta nella forza lavoro, mettendo spalle, braccia e muscoli al servizio di una comunità abbattuta ma non spezzata.

C’è chi ha spalato, ma ci sono anche state ragazze che hanno dato una mano preparando per tutti – per i volontari del Casalasco, ma anche per i residenti della zona – alcuni piatti caldi. Alessio Bonin, Nicolò Flisi, Mirco e Andrea Catellani, Dario Ghinzelli, Valerio Guarnieri, Matteo Zanoni, Miche Rovesti, Davide Saccani, Samuel Bonesi, Fabrizio Nizzolo, Manuel Garbi, Sara Bernazzali, Gaia Soana, Patrizia Bini, Simone Maffei, Marco Giuliotti e Angelo Porzani: questi i nomi dei giovani, quasi tutti di età compresa tra i 25 e i 35 anni, che nei giorni scorsi sono stati a Lentigione con grande spirito volontaristico. Non solo i soli, per fortuna, e si spera non siano nemmeno gli unici o gli ultimi perché i prossimi giorni sarà ancora di lavoro senza sosta.

Lentigione è a pochi passi da Casalmaggiore, e confina quasi col comprensorio Oglio Po, tenendo conto che è divisa da pochi chilometri rispetto a Viadana: anche per questo motivo molti dei giovani Casalaschi impegnati, che si sono ritrovati nel parcheggio del Conad la mattina presto partendo così tutti insieme per coordinarsi meglio, hanno rapporti di lavoro o amicizia con aziende o persone che vivono nella Bassa Reggiana. I drammatici effetti dell’alluvione non potevano lasciarli indifferenti e così non è stato. Un bel messaggio, soprattutto un aiuto concreto. Con la forza di volontà e di una pala, anzi tante pale, in mezzo al fango.

Giovanni Gardani

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