Cronaca
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Confcommercio soddisfatta per lo sgravio Tari: sul tavolo altre due proposte

Le richieste sono tre: Tari (rifiuti) e la Cosap (occupazione del suolo pubblico), con i relativi ribassi richiesti; uno invece la revisione dei parametri dei cosiddetti studi di settore.

CASALMAGGIORE – Le perdite, rispetto allo stesso periodo del 2016, vanno dal 15 al 30%: quelle più ingenti si verificano nel settore della ristorazione, ma in generale il commercio è andato sotto, in media anche negli altri settori specifici, del 15-20%. Tutto questo a causa magari anche della crisi contingente, ma soprattutto della chiusura del ponte Casalmaggiore-Colorno, ormai interdetto al traffico da 105 giorni.

Per questo motivo anche Confcommercio s’è mossa, senza grossa pubblicità, chiedendo al sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni una serie di accorgimenti, per quanto sia nelle possibilità del comune, in particolare sulla tassazione agli esercenti. Un modo semplice per diminuire le uscite, ora che le entrate sono sono ottimali per condizioni che esulano dalla qualità del prodotto e dall’ingegno dei commercianti dell’intero territorio Casalasco. Essendo la richiesta di tipo territoriale, tramite il sindaco la documentazione è passata al Pirellone che, come noto, nelle ultime ore ha dato il proprio assenso, destinando 150mila euro al comune di Casalmaggiore, che così può esentare i commercianti colpiti dalla crisi con la chiusura del ponte dal pagamento della terza rata della Tari.

“Come Confcommercio – ha detto Vittorio Principe, presidente dell’associazione per Cremona – vogliamo testimoniare la nostra soddisfazione per le agevolazioni concesse alle imprese come misura compensativa per la chiusura del Ponte del Po. Si tratta di un risultato importante. Ringraziamo il Comune e la Regione per aver voluto accogliere la nostra richiesta. Come Associazione, da subito, abbiamo manifestato la viva preoccupazione per l’impatto sulle aziende causato dal blocco del traffico sulla infrastruttura. Con uguale tempestività, accogliendo il nostro appello, si è mosso il sindaco Bongiovanni. Senza il suo impegno convinto e senza la sua determinazione non avremmo raggiunto questo traguardo. Quanto insieme abbiamo saputo ottenere deve essere un primo passo di un percorso più articolato”.

“Occorre che il territorio, rafforzando la governance – prosegue Principe – sappia tenere alta l’attenzione sul tema dei collegamenti e delle infrastrutture. E’ necessario l’impegno di tutti, a partire dai candidati tanto alla Regione quanto al Parlamento. I prossimi esecutivi a Roma e Milano, indipendentemente dall’orientamento della maggioranza devono assicurare risorse adeguate a risolvere il problema in maniera efficace. Come Confcommercio siamo pronti ad un impegno forte per la valorizzazione del territorio e delle imprese con progetti da realizzare in sinergia con il Comune ma anche con i Gal – di cui siamo parte – e con tutte le realtà locali. Crediamo fermamente nel rilancio di Casalmaggiore, anche grazie alle sue imprese e lo dimostra l’ufficio che abbiamo aperto in questi ultimi mesi e che, sempre più, vuole essere riferimento per tutte le imprese di commercio, servizi e turismo che operano nel casalasco. In questi giorni in cui si guarda al nuovo anno credo che occorra trovare segni di speranza nella rafforzata sinergia tra Istituzioni e realtà di rappresentanza, nella collaborazione tra pubblico e privato. Restando uniti possiamo guardare con maggiore fiducia al 2018”.

Le richieste giunte da Giulio Adami di Confcommercio, che ha lavorato a stretto contatto col comune di Casalmaggiore e col sindaco casalese in particolare e che si è detta soddisfatta dalle ultime novità, erano tre: due riguardano la tassazione, e per la precisione appunto la Tari (rifiuti) e la Cosap (occupazione del suolo pubblico), con i relativi ribassi richiesti; uno invece la revisione, considerata la condizione straordinaria originata dalla chiusura del ponte, dei parametri dei cosiddetti studi di settore. Sul primo fronte la risposta concreta c’è stata. Resta da capire se, magari nei prossimi mesi (ora il bilancio 2017 si è chiuso), vi siano ulteriori margini di manovra: è comunque importante che un segnale sia stato dato.

G.G.

 

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