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La riflessione di Natale: "Idrometro
e ponte, contrasto stridente:
il futuro è solo nei volontari?"

"Questo piccolo episodio del recupero dell’idrometro mostra che i nostri enti non hanno cultura e se ne infischiano delle tradizioni locali. Per loro l’importante è risparmiare denaro ed evitare l’intervento di qualche giudice scrupoloso che potrebbe inguaiarli": così scrive un nostro lettore in una lettera alla redazione.

CASALMAGGIORE – La lettera di Natale è affidata a un cittadino di Casalmaggiore che preferisce rimanere anonimo e che sottopone alla comunità un quesito in questi giorni di festa: il futuro della città è in mano quasi esclusivamente ad azioni volontarie? O meglio, il volontariato è l’unica arma rimasta contro i tempi eterni e l’immobilismo della burocrazia e della politica “ufficiale”? Il riferimento è al contrasto tra il recupero dell’idrometro di Casalmaggiore sull’argine maestro e i tempi invece eterni del ponte sul Po. Pubblichiamo, di seguito, la lettera per intero.

“L’opera di recupero dell’idrometro di Casalmaggiore effettuata da un gruppo volontario di giovani e meno giovani, pur essendo di un interesse limitato, possiede in realtà un importante significato che va oltre l’opera stessa. L’idrometro stava scomparendo sotto metri di terra alluvionale, le scritte e le misurazioni per stabilire il livello del fiume erano ormai sbiadite e illeggibili, il marmo che costeggia la scalinata si stava sollevando, le erbacce dominavano. Ma tralascio i dettagli dei lavori sostenuti, che immagino i giornali locali abbiano già descritto ampiamente, per concentrare l’attenzione sul significato che credo di cogliere.

Alcuni cittadini di buona volontà si sono rimboccati le maniche senza che nessuno glielo abbia chiesto e hanno dato una nuova vita all’idrometro. Non hanno aspettato l’intervento degli enti preposti a tale scopo, sono intervenuti di propria iniziativa. E’ questa la realtà in cui viviamo o che ci aspetta per il prossimo futuro? Sarà il cittadino di buona volontà che dovrà passare sull’indifferenza e l’incuria delle istituzioni statali e locali per salvaguardare il patrimonio della comunità (un piccolo esempio: il ponte sul Po)? Mi vengono in mente altri beni comuni lasciati marcire alle intemperie e alla distruzione. Penso all’ospedale vecchio e alla splendida chiesetta collegata, a San Rocco, al Torrione e a tutti gli altri beni che non ricordo o di cui non sono a conoscenza.

Questo piccolo episodio del recupero dell’idrometro mostra che i nostri enti, i quali dovrebbero salvaguardare il bene comune, non hanno cultura e se ne infischiano delle tradizioni locali. Per loro l’importante è risparmiare denaro ed evitare l’intervento di qualche giudice scrupoloso che potrebbe inguaiarli. Grazie cittadini volontari per l’insegnamento dato alla comunità. Mantenete vivo il nostro impegno. Cordiali saluti”.

redazione@oglioponews.it

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