Commenta

Fontana a Casalmaggiore:
"Treni e ponte? Non rinviabili,
lavoriamo su governance"

Dopo una passeggiata in piazza Garibaldi, e dopo una sosta di circa 45 minuti complessiva, Fontana è poi ripartito per Cremona e Crema, altre due tappe del suo tour elettorale in provincia.

CASALMAGGIORE – L’attesa visita di Attilio Fontana, candidato alla poltrona di governatore di Regione Lombardia per la coalizione di centro-destra e già sindaco di Varese oltre che a capo dell’Anci negli anni scorsi, è iniziata domenica mattina a Casalmaggiore con un po’ di ritardo, del quale il candidato leghista si è subito scusato con i presenti. “Ero al Consorzio Casalasco del Pomodoro a Rivarolo del Re e siamo rimasti qualche minuto in più del dovuto, ma ne è valsa la pena, perché è bello conoscere realtà così solide e così importanti a livello economico”.

Fontana, poi, a Casalmaggiore è stato ricevuto dalla giunta praticamente al completo, da alcuni consiglieri di maggioranza (anche Orlando Ferroni, che sosterrà Fontana dalla lista Energie per la Lombardia) e ovviamente dal sindaco Filippo Bongiovanni, peraltro candidato proprio al fianco di Fontana nelle liste della Lega a Cremona. Con Bongiovanni anche altri volti noti della politica locale e regionale: Federico Lena, Silvana Comaroli, Cristina Cappellini, Massimiliano Salini, Carlo Malvezzi. In sala consiliare una cinquantina di presenti, tra i quali si riconoscevano anche il sindaco di Rivarolo del Re Marco Vezzoni, il vicesindaco di Motta Baluffi, nonché segretario della Lega nel casalasco, Simone Agazzi, Marco Pasquali della sezione del Carroccio di Sabbioneta, e Lorena Ghezzi, segretaria di quest’ultima sezione e candidata per Fontana per le liste di Mantova.

Bongiovanni, accogliendo il candidato Fontana, ha ricordato la loro conoscenza iniziata nel 2008, quando lo stesso Fontana presiedeva Anci: Bongiovanni iniziava di lì a poco la sua esperienza politica, divenendo consigliere di minoranza a Casalmaggiore nel 2009. “Casalmaggiore è un paese a prevalenza agricola – ha spiegato Bongiovanni – dove però non mancano eccellenze industriali ed è uno snodo importante tra province e regioni diverse”. Bongiovanni ha poi ricordato le questioni principali: l’ospedale Oglio Po, “un presidio che, nonostante i timori, si è rivelato molto ben difeso”, la stazione ferroviaria “con i problemi dettati dal binario unico e dai treni vecchi” e ovviamente il ponte stradale chiuso. “E’ arrivato il momento di svoltare e di chiedere una mano alla Regione Lombardia: noi abbiamo mappato, quando siamo saliti in comune, i problemi e le esigenze di Casalmaggiore, programmando vari interventi, ma in molti casi abbiamo bisogno di sostegno da enti superiori. Per questo ho deciso di candidarmi al fianco di Fontana”.

Dopo avere mostrato il quadro “Il Giuramento di Pontida”, ricordando così la grande mostra sul pittore lombardo di Casalmaggiore Giuseppe Diotti, Bongiovanni ha lasciato la parola a Fontana. “Le vostre richieste sono tutte fondate e le visite sui vari territori – ha detto Fontana – servono a toccare con mano questi problemi e farsi un’idea delle priorità degli interventi da svolgere. Sull’ospedale potete stare tranquilli: non vi è alcun dubbio sulla volontà di mantenerlo attivo, perché è un presidio importante per un territorio intero, non solo per un comune. L’incremento della forza lavoro con i vari primari nominati è la migliore risposta che potessimo dare”.

Per quanto concerne la viabilità, Fontana ha invece spiegato che molto è da fare. “Non facciamo promesse a vuoto, dobbiamo cercare di capire dove e come si può intervenire. Per il ponte Regione Lombardia qualcosa ha fatto, stanziando subito 3 milioni di euro per la sistemazione, ma è ovvio che oggi dobbiamo pensare a progettare soprattutto un ponte nuovo: l’impegno, se sarò eletto, non è fantascientifico, cercherò semplicemente di trovare un accordo con il Ministero competente e con la Regione Emilia e di farlo in fretta, perché questo è un problema serio e non rinviabile”.

Sulla stazione ferroviaria, invece. “Tocca ribadire un concetto: Rfi non è gestita dalla Regione, mentre Trenord è per il 50% di Regione Lombardia e per il 50% di Ferrovie dello Stato: il problema è che queste ultime non stanno investendo nulla. E questo non ha senso: va rivista la gestione di Trenord, perché non è possibile che la Regione, ad esempio, abbia acquistato 160 nuovi treni per una spesa di 1.6 miliardi di euro, mentre Ferrovie dello Stato è ferma al palo. Se Ferrovie dello Stato non può garantire aiuti in tal senso e investimenti, tanto vale che ceda la sua quota e noi come Regione Lombardia saremo felici di acquisirla. Di certo, la rete ferroviaria non può essere la stessa di 40 anni fa, perché il mondo va avanti veloce e anche questo territorio merita di non essere lasciato indietro”.

Fontana ha rimarcato questo concetto anche prima dell’applaudito discorso finale, spiegando che “l’impegno, prima di fare promesse a vanvera, è di capire bene la governance di questi enti e di queste società: cambiando da questo punto di vista le cose, allora potremo anche intervenire senza avere le mani legate”. Dopo una passeggiata in piazza Garibaldi, e dopo una sosta di circa 45 minuti complessiva, Fontana è poi ripartito per Cremona e Crema, altre due tappe del suo tour elettorale in provincia.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti