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Auditorium pieno per Boschi e
Pizzetti: "Riformismo e civismo
uniti". E Rosa chiude il tour

Pizzetti ha spiegato: "I soldi per il ponte col Decreto firmato subito, il passaggio ad Anas dell’Asolana, i soldi per il restauro del Torrione, il Tibre ferroviario. Firmando i vari passaggi, ha fatto più lei per Casalmaggiore che tanti "pontigiani" passati da qua”.

CASALMAGGIORE – La serata finale, mercoledì dalle 21 alle 23, della campagna elettorale di Alessandro Rosa, candidato in Regione per la lista civica Gori Presidente, è coincisa con la venuta a Casalmaggiore di Maria Elena Boschi e di Luciano Pizzetti, big del Pd in campo proprio per la campagna elettorale che va ad esaurirsi in vista del voto di domenica. Un po’ per l’effetto traino indubbiamente esercitato dalla presenza dei sottosegretari, un po’ per la duplice sponda in appoggio a Giorgio Gori (il Pd stesso e la civica del Listone), l’Auditorium Santa Croce si è presentato gremito da più di 250 persone. In sala anche parecchi sindaci della zona, oltre ovviamente ai candidati del Partito Democratico sulle province di Cremona e di Mantova.

Ad aprire la serata Mario Daina, segretario del Pd (“siamo all’ultimo giro, è suonata la campanella prima di una scelta di campo decisiva per il Paese”), che ha dapprima presentato, auspicando il voto per lo stesso, Rosa, schierato sul palco assieme al gruppo dei giovani del Listone. Poi il presidente della civica Gabriel Fomiatti ha spiegato i motivi della candidatura di Rosa, ripercorrendo i vari passaggi e le operazioni civiche portate avanti dal Listone a Casalmaggiore. Lo stesso Rosa ha poi preso la parola, ricordando le varie tappe della campagna elettorale “che mi hanno portato a scoprire un territorio eterogeneo e che va ascoltato per intero”. La candidatura di Rosa è espressione soprattutto del Casalasco, è stato detto, ma si apre a livello provinciale anche alle esigenze di territori un po’ più lontani da Casalmaggiore. Agricoltura, consumo di suolo, lavoro, infrastrutture, questi i temi principali toccati da Rosa per l’intera campagna elettorale e riproposti mercoledì. Rosa ha anche sottolineato il concetto di squadra molto eterogenea, spiegando che “scrivere Rosa sulla scheda elettorale significa scrivere il nome di ciascuno di questi ragazzi che mi ha accompagnato”. “Viva Casalmaggiore, viva il Casalasco, viva i Casalaschi” ha concluso Rosa. Successivamente Giuseppe Boles ha preso la parola per un discorso incentrato su civismo e senso civico, rimarcando una volta di più la capacità del Listone di sapersi sporcare le mani e ribadendo il concetto di “libertà, prima di tutto intellettuale”.

Dopo la presentazione del programma di Alessandro Rosa, è stato il turno del “cambio della guardia”, con Mario Daina ad introdurre, ricordando la lezione di Carlo Rotelli (peraltro professore di Pizzetti), Luciano Pizzetti e Maria Elena Boschi, ospiti d’onore in Auditorium Santa Croce, entrambi candidati nel collegio di Cremona (anche se Boschi punta all’elezione su Bolzano). “Riformismo e civismo devono essere uniti – ha detto Pizzetti – e questa è l’unica strada per essere vincenti, come il caso di Casalmaggiore dimostra. Un incontro vitale per questo paese, per questo territorio, ma anche per il Paese, inteso come nazione. Questa è una sorta di primavera Casalasca, unita nel momento in cui l’assenza della Regione si fa pesante sulle nostre criticità. Il Governo invece c’è stato, guardando oltre il colore politico dell’amministrazione, come sempre dovrebbe essere. La riprova? I soldi per il ponte col Decreto firmato subito, il passaggio ad Anas dell’Asolana, i soldi per il restauro del Torrione, il Tibre ferroviario che, se passerà, prevederà la variante bassa dunque quella per Piadena. E tutto questo lo ha fatto Maria Elena Boschi, che ha firmato i vari passaggi: ha fatto più lei per Casalmaggiore che tanti “pontigiani” che si sono fatti la foto sul ponte”.

Pizzetti ha poi ricordato le varie riforme e spiegato che proprio dal Casalasco, con le fusioni di Torre dè Picenardi con Cà d’Andrea (comune d’origine del sottosegretario) e di Piadena con Drizzona, arriva l’esempio di quello che funziona. “Sono fusioni che vengono favorite dalla nostra legge di Bilancio. Ma il nostro Governo guarda anche alla banda ultralarga, perché chi vuole decidere di vivere in frazione lo può fare ma ha il diritto di poter conversare con il figlio che magari se ne è andato in Canada”. Varie tematiche toccate. Ma una convinzione. “La scelta del 4 marzo è tra chi vuole portare l’Italia a destra, fuori dall’Europa, sulla scorta di quanto sta accadendo tra Austria e Ungheria, e chi invece vuole tenere accesa la fiaccola riformista. E questa è una scelta netta. Noi possiamo andare a testa alta: il Pd ha fatto bene all’Italia. Abbiamo preso in mano un Paese alle prese col peggiore periodo di crisi della storia e lo abbiamo riconsegnato, per ora, con numeri che danno ragione al nostro operato: abbiamo parlato di cultura, di scuola, di lavoro, abbiamo lavorato sulla pressione fiscale che sta calando grazie alla lotta alla corruzione. Abbiamo gestito l’ondata migratoria praticamente da soli, abbiamo un enorme debito pubblico che rallenta la lotta alle diseguaglianze generate dal passato, ma stiamo lavorando pure su questo. E la legge elettorale tanto criticata, ma che resta la migliore possibile in queste condizioni, è figlia di quella sconfitta al referendum che noi avevamo sostenuto. Avanti dunque, e torno al punto di partenza, con civismo e riformismo”.

Maria Elena Boschi ha poi presentato alcune pillole di programma, con una certa grinta. “Il Pd ha come obiettivo quello di essere il primo partito in Italia, perché questa è la pre-condizione per portare avanti le proposte iniziate. Il senso civico e di apparenza al territorio di Alessandro (Rosa, ndr) mi è piaciuto molto, lo stesso impegno – riversato su tutto il Paese – abbiamo cercato di metterlo al Governo, con identico entusiasmo. Possiamo dire che l’Italia è un Paese migliore oggi rispetto a quattro anni fa, dopo di che si può ancora fare meglio. E’ importante sapere ascoltare: dalle Regioni ai territori, facendo gioco di squadra. Noi ci poniamo con stile, correttezza e credibilità delle proposte, perché non sbandieriamo slogan ma spieghiamo come faremo: non cerchiamo un voto di riconoscenza, ma chiediamo di essere valutati per quanto abbiamo fatto”.

Sulle divisioni interne al Pd. “E’ giusto mettere la giusta grinta per battere gli avversari, non per battagliare tra noi: ciascuno di noi avrà un aspetto o una riforma che non lo convince, dal Jobs Act, alle Unioni Civili, agli 80 euro, ma dobbiamo guardare al progetto d’insieme, altrimenti non sta in piedi nemmeno un matrimonio, figurarsi un Paese. Fare ripartire l’economia e l’occupazione è stata una impresa titanica e lo abbiamo fatto con le riforme, creando incentivi per l’assunzione e investimenti che creassero la necessità di usare questi strumenti”. Da questo punto di vista Boschi ha snocciolato alcuni numeri: “Un milione in più di posti di lavoro, la disoccupazione giovanile scesa dal 45 al 32%. Non basta, lo sappiamo, si può migliorare, ma partiamo da risultati concreti. Alla quantità abbiamo associato la qualità del lavoro, con assunzioni a tempo indeterminato che devono costare meno all’impresa rispetto al lavoro precario riducendo il cuneo contributivo, e col salario minimo legale per tutelare la dignità del lavoratore”.

“A tal proposito – ha aggiunto Boschi – il reddito di cittadinanza non è fattibile, non ci sono risorse, quindi non credete alle false promesse dei 5 Stelle: e se anche il reddito di cittadinanza fosse possibile, verrebbe meno la dignità delle persone. La gente non chiede i mille euro al mese per non fare nulla, la gente chiede un lavoro, è ben diverso. E non fidatevi nemmeno di Berlusconi con la Flat Tax, che non può essere attuata, se non aumentando un debito pubblico già pesantissimo. Se fosse stato possibile farla, Berlusconi l’avrebbe applicata quando era al Governo. Noi siamo convinti che chi più ha, più deve contribuire. Sugli 80 euro in busta paga qualcuno ci ha preso in giro, ma vi assicuro che ai colloqui di lavoro chiedono se quegli 80 euro ci sono, perché mille euro in più all’anno pesano in positivo per una famiglia. E ancora: i contributi fino a 400 euro al mese per chi ha un figlio fino a tre anni. Continuiamo a parlare di disabilità e di non autosufficienza, con misure a sostegno, e siamo gli unici a farlo. Abbiamo approvato la legge sull’autismo che non c’è mai stata, il biotestamento, ora vogliamo insistere sulle leggi a favore della disabilità. Il fondo di non autosufficienza quattro anni fa era zero, oggi c’è perché abbiamo un’idea di Paese inclusiva e di comunità. E ancora, abbiamo investito 9 miliardi di euro sull’edilizia scolastica, più di quanto sia mai stato fatto negli ultimi 30 anni”.

Infine l’appello al voto (“ognuno deve fare la sua parte, ci sono tanti indecisi da convincere”) e l’attacco ad Alessandro Di Battista dei 5 Stelle. “Noi parliamo di noi e dei nostri programmi. Di Battista va a concludere la campagna elettorale nel mio paese, dimostrando che tutto il loro percorso è basato sugli altri e sui personalismi, non sulle idee. Personalmente spero di essere eletta a Bolzano (in questo modo l’elezione di Pizzetti su Cremona sarebbe molto più semplice, ndr), ma mi impegno sin d’ora a sostenere le richieste di questo territorio”.

Giovanni Gardani

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