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La polemica della finestra,
Perteghella risponde: "Social
unico modo per avere riscontri"

"Il mio post voleva sottolineare ironicamente la questione affinché coloro i quali che sono in possesso delle chiavi per poter accedere in municipio vi ponessero rimedio. Infatti una volta chiusa ho anche ringraziato".

VIADANA – “In merito a quanto riportato dal Consigliere comunale Bellini, sono a precisare che la foto mi è stata inoltrata in tarda serata”. Interviene così il consigliere di minoranza Silvio Perteghella sulla diatriba “della finestra” a Viadana. Come noto Perteghella aveva postato su Facebook la foto di una finestra del palazzo municipale viadanese lasciata aperta, accusando l’amministrazione di scarsa attenzione. “Alle ore 23 diventa assai arduo avvisare – spiega Perteghella rispondendo a Bellini che lo aveva accusato di scarso senso civico – . Se avessi lasciato un messaggio in segreteria telefonica alla Polizia locale sarebbe stato ascoltato il giorno seguente. Considerando inoltre che lo stesso Bellini e il Sindaco non brillano per tempestività quando si tratta di rispondere al telefono o eventualmente di richiamare, ma questa è una una condotta di vita privata che non mi sento di giudicare o condannare”.

“Distruttivo è il comportamento di chi – insiste Perteghella – nonostante i furti realizzati a ripetizione presso immobili pubblici nell’ultimo periodo, non ha avuto l’accortezza di chiudere una finestra. Il mio post voleva sottolineare ironicamente la questione affinché coloro i quali che sono in possesso delle chiavi per poter accedere in municipio vi ponessero rimedio. Infatti una volta chiusa ho anche ringraziato. Una semplice segnalazione telefonica personale non avrebbe prodotto nulla: è risaputo che Bellini ed il Sindaco non rispondono celermente al telefono”.

“Quando il consigliere Bellini dichiara che dal sottoscritto non se lo sarebbe aspettato – continua Perteghella – potrei anche dargli ragione; in quanto chi ha sempre utilizzato come “cavallo di battaglia” a livello locale e per finalità politiche le strumentazioni legate alla sicurezza oggi si ritrova a subirle. Il “cavallo di battaglia” nei fatti è diventato un “cavallo di Troia”. Nessuna polemica di carattere  politico è stata utilizzata nel mio post, o attacchi personali diretti a qualcuno in particolare: una semplice segnalazione con una “punta” di ironia. Se mi fossi trovato sul posto e avessi avuto la possibilità di entrare per chiudere la finestra lo avrei fatto volentieri, ma non ero e non sono in possesso delle chiavi e nemmeno di un badge”.

“Se fossi nei panni del consigliere Bellini – conclude il comunicato – mi sarei preoccupato maggiormente di richiamare chi ha commesso quella che avrebbe potuto diventare una disastrosa dimenticanza, visto che il sottoscritto si è limitato a rendere pubblica una segnalazione senza attaccare politicamente nessuno. Dispiace inoltre che certi attacchi vengano effettuati in una chat Whatsapp privata, dove il sottoscritto non ha la possibilità di replica. La polemica giornalistica di Bellini-Cavatorta nasce appunto da una chat alla quale loro stessi hanno aggiunto in passato dei giornalisti. Questo per ribadire che la paternità della polemica politica non è di certo responsabilità dello scrivente. Per il futuro è auspicabile una maggiore attenzione”.

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