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Spineda, la Cantina Caleffi
lancia i primi vini della provincia
cremonese: folla all'inaugurazione

"Si tratta di un prodotto di nicchia, tanto che quest’anno iniziamo con una produzione di sole 15mila bottiglie. Il nostro è un obiettivo non solo imprenditoriale: vogliamo che anche la nostra cantina sappia portare un’emozione" spiega Davide Caleffi.

SPINEDA – Anche Cremona può vantare il suo vino: è stata inaugurata domenica, con un evento che ha coinvolto i partecipanti per l’intera giornata, la Cantina Caleffi, di proprietà del sindaco di Spineda Davide Caleffi, che ha intrapreso questa avventura, lanciando la produzione di cinque diverse tipologie di vino. All’evento erano presenti centinaia di degustatori (500 le prenotazioni giunte) e molti esponenti anche del mondo politico locale e non solo: per esempio non mancavano diversi sindaci della zona comprensoriale dell’Oglio Po così come l’europarlamentare Massimiliano Salini, il deputato Luciano Pizzetti e l’ex consigliere regionale Carlo Malvezzi.

I vini prodotti dalla Cantina Caleffi sono cinque: Malvasia bianca, Lambrusco nelle tre versioni rosato, rosso e nero, e Cabernet Sauvignon, unico fermo, con gradazione superiore (13 gradi). Ovviamente la degustazione è passata anche da buon cibo: sono infatti state preparate pietanze come uova raccolte direttamente nel pollaio dell’azienda, insalata di riso, penne al ragù, frittatine, salame casalingo, cotechino con polenta, porchetta, grana con marmellate.

La produzione nella sede di via Cantonazzo 3B a Spineda, dove si trovano la cantina e il vigneto coltivato, è di 15mila bottiglie l’anno: più che sulla quantità per il momento si punta insomma sulla qualità, come giusto che sia per una produzione ben studiata e pianificata ma comunque ancora ai suoi primi vagiti. L’azienda di Davide Caleffi è, nel complesso, di 120 ettari e comprende pure un allevamento bovino. Proprio la crisi del mercato zootecnico ha contribuito al maturare della scelta di ampliare l’attività attingendo al vigneto storico potenziandolo con nuovi impianti. «Certo, è stato fatto per differenziare; oggi – afferma Caleffi – la monocoltura non paga. Prima producevo vino ad uso famigliare, negli ultimi 4-5 anni ho raddoppiato il vigneto e fatto nuove piantumazioni. Ci vogliono almeno 4 anni per produrre vino, per questo il progetto è quinquennale».

Non sono poche le famiglie nel Casalasco che producono vino ad uso famigliare, ma adesso Caleffi sarà l’unica azienda produttrice, e non solo imbottigliatrice, nella nostra Provincia: «Ho verificato ovviamente alla Camera di Commercio: non solo non esistono altri produttori, ma non ce ne sono mai stati». Sin qui l’ostacolo nella nostra provincia erano sempre stati i terreni contingentati. «E ancora oggi è così: le quote di piantumazione sono contingentate, ma ogni anno la Regione Lombardia concede quote nell’ambito della riserva nazionale. Così siamo riusciti a fare il grande passo, sfruttando il vigneto storico e ristrutturando tutta la cantina».

Il terreno a Spineda è particolarmente adatto, argilloso come quelli vocati del Mantovano. Caleffi ha già strutturato la distribuzione sul mercato. «I miei rappresentanti escono e vendono il mio vino, che non è da grande distribuzione. Si tratta di un prodotto di nicchia, tanto che quest’anno iniziamo con una produzione di sole 15mila bottiglie. Il nostro è un obiettivo non solo imprenditoriale: siamo collegati a un territorio che va da San Giovanni in Croce a Sabbioneta, e vogliamo che anche la nostra cantina sappia portare un’emozione».

V.R.-G.G.

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