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Boles-Buttarelli, mente e braccio
per regalare una finestra
per ammirare i tramonti sul Po

Giuseppe Boles ha avuto l’idea di riprendere una finestra del palazzo municipale di Casalmaggiore e di farla realizzare a Brunivo Buttarelli, con inserti in ceramica del maestro ceramista Francesco Vitale.
Nella foto Buttarelli e Vitale, la finestra e Boles al lavoro

CASALMAGGIORE – Le opere di Brunivo Buttarelli sono entrate nel cuore di Piacenza e piano piano hanno saputo coinvolgere gli abitanti della città emiliana. Rimangono pochi giorni per visitare la mostra “Trasformatori di mondi”, che ha inaugurato a Palazzo Farnese il 14 aprile e rimarrà aperta al pubblico fino al 20 giugno. Ma la prossima opera entrerà nel cuore dei casalesi e di chi saprà ammirare, mediante la stessa, uno dei più bei tramonti sul Po, quello che si può osservare proprio da Casalmaggiore. Buttarelli sta infatti lavorando assieme a Giuseppe Boles, eclettico casalese al quale si deve l’originale ed interessantissima idea, a una finestra sul Po.

Boles, come detto, ha avuto l’idea di riprendere una finestra del palazzo municipale di Casalmaggiore e di farla realizzare a Buttarelli, con inserti in ceramica del maestro ceramista Francesco Vitale, piazzando poi il manufatto, davvero imponente, in un punto preciso dell’argine. Una novità che si profila molto interessante per Casalmaggiore. «Sto lavorando su una finestra in ferro di grandi dimensioni, altezza di 390 centimetri, che riproduce in modo schematico la finestra del palazzo municipale di Casalmaggiore. Sarà posizionata sull’argine maestro che costeggia il Lido Po: uno spunto romantico per i passanti che potranno ammirare i meravigliosi tramonti da quell’angolo che guarda la curva del fiume». Lo stesso Boles, mediante la propria pagina Facebook, ha dato all’annuncio che l’opera sta nascendo e promette davvero bene. “Un modo per esaltare la bellezza e ciò che di bello abbiamo: lo sento un po’ anche come un mio regalo alla città” ha sottolineato.

Tornando a Brunivo Buttarelli, le sue ultime opere sono una serie di antichi tronchi di diverse piante che abbinano il legno col metallo, nella piena tradizione dello scultore, e sono posizionati nell’ampio cortile di Palazzo Farnese, che è uno dei principali monumenti piacentini e ospita i Musei civici. Salita la scalinata, le stanze e i loggiati del palazzo ospitano altre opere tra le più note dello scultore di Vicoboneghisio. Già il prossimo 6 giugno però saranno tolte le altre opere che Buttarelli ha esposto in piazza Sant’Antonino, una delle più centrali ed importanti di Piacenza. Erano state posizionate per anticipare la personale in Palazzo Farnese, e si tratta di tre grandi gusci di conchiglia corrosi dal tempo che sono un omaggio ai fossili del territorio padano.

La posa dei tre gusci inizialmente scioccò i piacentini, che commentarono subito sui social la strana ed evidente presenza. Poi le cose sono cambiate. «In effetti – afferma Buttarelli – sono rimasti scioccati per un giorno solo. Quelle opere erano state esposte a lungo e necessitavano anche di essere ripulite. Alla fine dell’operazione ho registrato solo un grande rispetto». Si dice che l’indifferenza sia la cosa peggiore: passare dallo stupore all’apprezzamento è il massimo. «Sono d’accordo. Complessivamente posso dirmi molto soddisfatto dell’esperienza piacentina: non è facile spostare opere di quelle dimensioni, ed ho incontrato burocrazie che mi hanno imbestialito, ma siamo in Italia. La mostra sta registrando una grande presenza di pubblico».

Oltre alle due esposizioni in Palazzo Farnese e piazza Sant’Agostino, 18 piccole opere sono esposte dal 19 maggio, in occasione della “notte dei musei”, presso la Galleria “Il Lepre” di via Felice Frasi, che in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Piacenza ha organizzato la mostra. A Casalmaggiore Brunivo Buttarelli ha da poco completato il restauro del monumento del bijou che si trova sulla rotonda Diotti, grazie al contributo del Lions. In prima persona, col contributo di due operai del Comune di Casalmaggiore, ha rinforzato alcuni punti con saldature, e agito su parti che si erano ossidate. «Abbiamo ripulito il monumento – afferma l’artista – perché si stava ossidando troppo. Ci sono voluti 4 anni per riuscire a mettere il ponteggio e poche ore per fare pulizia. E’ stata applicata una sostanza idrorepellente, che chiude i pori, e che spero tenga nel corso degli anni».

Mentre sulla necessità di intervenire sull’opera di piazza Turati ancora tutto tace, Buttarelli ha già in cantiere alcuni impegni, ma preferisce mantenere il riserbo: «Ci sono proposte da confermare, sono in attesa in particolare di una opportunità importante, ma per ora è meglio non parlarne: “non dico gatto finche non l’ho nel sacco”».

V.R.

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