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Marisa Besacchi, chef a
domicilio: "La cucina è
passione, istinto e ragione"

"Ho inventato piatti miei che, proposti, mi sono stati immediatamente richiesti tante altre volete, e queste son soddisfazioni, periodicamente tengo pure dei corsi di cucina. Ecco son partita così, quasi per gioco"

CASALMAGGIORE – Originari di Castelgoffredo, il papà ha sempre lavorato nel mondo delle calze, si trasferiscono a Casalmaggiore, dove i genitori avviano una attività nello stesso settore; lei, all’epoca è una bambina. E qui, tra fiume e campagna, che inizia la storia di Marisa Besacchi.

Al rientro dalla scuola aiuta mamma a confezionare le calze nel garage di casa, i compiti vengono rimandati alla sera e al mattino presto. Non porta avanti gli studi ed entra nella impresa dei suoi rimanendovi fino a 45 anni, quando purtroppo sono costretti a chiudere a causa della crisi di mercato che un po’ tutti conosciamo.

Questo la spinge a prendersi un anno sabbatico durante il quale si diletta a cucinare, cosa che le è sempre piaciuta, e lo fa prevalentemente per gli amici che vengono coccolati dalle sue cene e dalle sue tavole egregiamente allestite, perché per Marisa cucinare è prima di tutto “un atto d’amore”. Occhi ghiaccio, una calma e una tranquillità incredibili nella voce e nei gesti mentre mi racconta come è passata dalle calze alla cucina.

“Dopo che fummo costretti a chiudere l’azienda di famiglia, poiché non vedevo altra via che mettermi a fare la colf, decisi di prendermi un po’ di tempo e iniziai a dedicarmi alla cucina, cosa che ho sempre amato fin da quando, bambina, aiutavo la nonna. Invitavo, gli amici, mi divertiva cucinare per loro, coccolarli perché per me cucinare è un atto d’amore. Col tempo gli amici cominciarono a suggerirmi di aprire un ristorante, una trattoria, ma dopo la recente esperienza proprio non me la sentivo, però chiesi loro se veramente avrebbero pagato per i miei piatti e tutti mi dissero di sì”.

“Scelsi allora l’opzione della cuoca a domicilio. La cosa decollò al di là di ogni aspettativa e sempre più persone presero a chiamarmi sia in case private che in locali, per serate speciali o a tema, a menu nostrano o etnico. Mi misi a studiare e a documentarmi con costanza e tenacia e oggi faccio davvero tutto, anche se è molto difficile: serve emozione, istinto ragione e una organizzazione direi quasi svizzera. La domenica preparo il programma della settimana per non trovarmi mai impreparata e poiché posso contare solo su me stessa, con me stessa sono molto severa. Non mi sono affatto montata la testa, questo tengo a dirlo, io vado a cucinare da chiunque, non prediligo nessuna categoria di cliente. Mi piace cucinare per gli altri, lo vivo quasi come un momento mistico durante il quale mi dono per regalare un momento di benessere ai miei commensali”.

“Il cibo, come l’acqua, è benzina per il nostro corpo e gli umori del cuoco vanno sempre a finire nel piatto per cui, mi metto sempre in stato di totale tranquillità, sia che io cucini per due o per trecento persone. Il piatto deve dare emozione colpendo la vista, l’olfatto e il gusto, questo è il mio obiettivo, non voglio dare solo cibo, voglio dare emozioni e piacere, voglio comunicare positività. E mi accorgo quando ci riesco, perché le persone, anche involontariamente, mi restituiscono il loro gradimento. Sto sempre molto attenta a non farmi condizionare da agenti esterni, dallo stress perché la negatività finirebbe nel piatto. Quando esco a cena mi accorgo subito se il cuoco è nervoso o non ci ha messo passione. Sono sette anni ormai che svolgo questo lavoro e ne sono fiera e felice”.

“Ho inventato piatti miei che, proposti, mi sono stati immediatamente richiesti tante altre volete, e queste son soddisfazioni, periodicamente tengo pure dei corsi di cucina. Ecco son partita così, quasi per gioco, senza particolari aspettative, e oggi mi ritrovo a svolgere un lavoro faticoso ma che mi appaga totalmente e soddisfa la mia inclinazione creativa. A completare il tutto la passione per il vino di mio marito Mario Castelli, che mi accompagna a tutte le cene facendo sempre ottimi abbinamenti. Anche questa è una fortuna, due passioni soddisfatte e vissute insieme, direi che non è cosa da poco”.

Ed è così che Marisa porta in tavola piatti superbi, vari, della nostra tradizione o provenienti da altre nazioni, a volte di sua invenzione, sempre molto curati e abbinati a vini strepitosi che Mario mesce e illustra con estrema classe.

Giovanna Anversa

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