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Treni, Amo Colorno: "Da
Trenord un servizio da Terzo
Mondo, siamo sconcertati"

Non è possibile lanciare dall’altoparlante della stazione di Colorno, un messaggio automatico che informa che “causa cattive condizioni climatiche” un determinato treno porta ritardo. Non siamo in estate?
Stazione di Colorno (immagine di repertorio)

COLORNO – “A seguito degli ultimi episodi di grande disagio per pendolari e viaggiatori, avvenuto nella giornata di ieri, sulla tratta PARMA – BRESCIA, il gruppo AMO – COLORNO si ritiene indignato e sconcertato.

TreNord, invece di garantire un servizio di qualità, e nonostante i tantissimi richiami fatti da enti ed istituzioni, continua a dimostrarsi “sorda” e ignara di quanto ogni giorno succede a chi per lavoro e per motivi personali debba prendere un treno.

Nel 2018 e in un paese sviluppato come l’Italia è assolutamente inconcepibile un ritardo di 6 ore per raggiungere Brescia, da Parma. Si sarebbe potuti arrivare al sud Italia. Lo sviluppato NORD, sembra essere diventato un paese sottosviluppato del terzo mondo. Non è assolutamente normale viaggiare in vagoni simili a “carri bestiame” dove ci si scontra l’uno con l’altro e si muore di caldo, per la mancanza di climatizzazione e con la puzza di bagni sporchi e intasati. E’ assurdo che ogni volta ci debbano essere dei treni soppressi per mal funzionamento, e che all’ultimo minuto debbano essere adibiti deli bus sostitutivi.

Non è possibile lanciare dall’altoparlante della stazione di Colorno, un messaggio automatico che informa che “causa cattive condizioni climatiche” un determinato treno porta ritardo. Non siamo in estate?…

Non è accettabile vedere “fermate-stazioni” degradate e abbandonate alla mercè dei vandali, come quella di Colorno, o ancor più la fatiscente mezzano-rondano.

“Stazioni” senza un bagno funzionante, con le panchine spesso sporce e imbrattate di vernice; con l’erba alta. “Stazioni” fantasma, dove l’unica speranza spesso vana, è quella che arrivi un treno per poterlo prendere e poter arrivare a destinazione, gridando al miracolo o alla fortuna.

Tutto questo mentre si paga un biglietto per fruire di un servizio spesso necessario, come quei cittadini che devono recarsi a lavoro dall’altra parte del PO, a causa della chiusura del ponte.

Dopo tutti questi disservizi viene spontanea una domanda: “Ma Trenord è in passivo?… Sta per fallire?… Ho è semplicemente la gestione fallimentare di un gruppo che ormai si disinteressa di tutto e tutti?…

Ormai è stato provato di tutto, dagli esposti alla lettere, e il tutto rimane uguale, come sempre. Non ci sentiamo di invitare i viaggiatori a non pagare un biglietto (anche se un servizio in realtà non viene dato). Il biglietto si deve pagare. Altresì non osiamo nemmeno permetterci di consigliare di non prendere il treno. Per molti diviene assolutamente necessario a causa della chiusura del ponte.

Di solito il gruppo AMO – COLORNO si consiglia e prova a dare delle soluzioni accettabili. Questa volta invece, sembra davvero che “non ci possa essere fine” ai viaggi della speranza, a meno che Trenord non capisca che ormai si è arrivati troppo oltre.

Speriamo… come tutti coloro che devono prendere il treno sulla tratta PARMA – BRESCIA”.

redazione@oglioponews.it

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