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Ponte di Casalmaggiore, il M5S
alla Provincia di Parma: "Appurare
responsabilità e garantire tempistiche"

"E’ evidente che è mancato l’interesse al problema fin quando questo non si è presentato. Nessuna programmazione ma solo una gestione, imbarazzante, dell’emergenza" attaccano due onorevoli e cinque consiglieri regionali 5 Stelle.

CASALMAGGIORE – “Le recenti affermazioni del Presidente della Provincia di Parma e del responsabile tecnico Annoni sono a dir poco preoccupanti per la sicurezza dei cittadini: “difficile controllare tutti i chilometri di competenza a causa della scarsità di cantonieri”. Tanti errori non si sono mai visti in una sola frase”. A scriverlo sono l’onorevole lombardo Alberto Zolezzi, i consiglieri regionali lombardi Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro, l’onorevole emiliano Davide Zanichelli e la consigliere regionale emiliana Silvia Piccinini, tutti in quota Movimento 5 Stelle.

“Forse bisogna ricordare – spiegano i pentastellati – che i controlli non vengono effettuati dai cantonieri (al massimo segnalano), ma da tecnici preparati e formati che non si fermano alle sole verifiche visive, ma si spingono oltre con strumentazione adeguata  che monitori e rilevi lo stato di conservazione della struttura e ne determini la sua sicurezza anche per porzioni apparentemente non ammalorate. Riteniamo che per adempiere a tale compito occorra investire e soprattutto avere la volontà politica per farlo. I cittadini si aspettano tempi certi, accertamento delle responsabilità e fatti, non difese d’ufficio. Abbiamo visionato, insieme a dei professionisti, le relazioni frutto delle indagini eseguite sul ponte nel 2017 e le abbiamo confrontate con quelle del 2004. Nonostante gli interventi straordinari di 15 anni fa delle zone di golena, e nel 2010 sul tratto di alveo, il report 2017 evidenzia uno stato di degrado difficilmente spiegabile con il tempo”.

“La situazione attuale – si legge – dimostra due cose allarmanti: da una parte le famose provincie abolite solo a parole hanno creato un corto circuito, destinando responsabilità importanti come la sicurezza di opere strategiche per il territorio ad organi senza risorse; dall’altra che non vi è stata volontà politica da parte di nessuna delle due provincie coinvolte di voler interloquire con l’allora ministero delle infrastrutture nonostante fosse del loro stesso schieramento politico. E’ evidente che è mancato l’interesse al problema fin quando questo non si è presentato. Nessuna programmazione ma solo una gestione, imbarazzante, dell’emergenza. A questo punto rinnoviamo la richiesta fatta dal Ministero dei Trasporti, inviata a tutti gli enti e soggetti gestori di strade, una comunicazione formale nella quale s’è chiesto di segnalare entro il 1 settembre tutti gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza. Il governo ha espresso più volte che la manutenzione delle infrastrutture è una priorità. Ma serve che le istituzioni collaborino a ogni livello”.

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