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Ponte, tutte ammesse
le cinque offerte giunte
alla Provincia di Parma

Partecipano la cremonese Paolo Beltrami Spa, la Edil 2000 di Martirano Lombardo (Catanzaro), la Coimpa Consorzio Stabile di Parma, la Engeco di Bregnano (Como) e la Preve Costruzioni di Roccavione (Cuneo).

PARMA – Lunedì mattina a Palazzo Giordani, sede della Provincia di Parma, sono state aperte le buste della gara per gli interventi di risanamento conservativo del Ponte sul fiume Po di Colorno – Casalmaggiore. Le ditte che hanno inviato offerte sono 5 e sono state tutte ammesse alla gara. Entro questa settimana sarà nominata la Commissione di gara e dalla prossima settimana si procederà con l’esame dell’offerta tecnica. Nel pomeriggio di lunedì sono stati resi noti anche i nomi delle ditte: una è cremonese, di Paderno Ponchielli, la Paolo Beltrami Spa. Con questa partecipano alla gara anche la Edil 2000 di Martirano Lombardo (Catanzaro), la Coimpa Consorzio Stabile di Parma, la Engeco di Bregnano (Como) e la Preve Costruzioni di Roccavione (Cuneo).

Un passaggio fondamentale dunque, ed una buona notizia, perché il basso numero di ditte o consorzi di ditte che si sono presentate, quasi tutte del Nord Italia, dovrebbe velocizzare anche il tempo di analisi delle offerte e dunque di scelta della ditta che poi di fatto effettuerà i lavori. Positivo anche il fatto che tutte le ditte siano state ammesse, evitando così, almeno per ora, il rischio di ricorsi. Di buona notizia, non a caso, parla espressamente anche il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni su Facebook, proprio per i tempi leggermente abbreviati.

Ricordiamo che la riapertura è prevista per settembre 2019, se tutto andrà bene, ossia se l’iter sarà rispettato nelle tempistiche, particolare non scontato tenendo conto anche delle piene del Po che in autunno e in primavera solitamente non mancano. Sperando anzitutto che, dopo l’aggiudicazione, non vi siano vizi di forma o ricorsi che potrebbero dilatare i tempi in maniera sensibile senza nemmeno vedere l’installazione del cantiere… Questa sì sarebbe una beffa per i tanti pendolari (e non solo) interessati: meglio, dopo tanta attesa, restare ottimisti e positivi.

G.G.

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